M9: la storia del ‘900 illustrata attraverso l’ottica del nuovo millennio

  M9 come… beh, innanzitutto come Museo del Novecento: un intero museo dedicato alla storia del XX secolo italiano. M9 anche come Museo incentrato sull’evoluzione delle città e maggiori metropoli italiane nel corso del secolo scorso (M come Metropoli), senza dimenticare il territorio urbano in cui è situato: lo spazio cittadino di Mestre, polo industriale e del terziario che, con il suo sviluppo, è stato uno dei protagonisti principali della storia contemporanea italiana M (come Mestre).

 

  Allora, che cos’è M9? Non va considerato come un semplice museo, bensì come un polo culturale, didattico e commerciale; una piccola cittadella racchiusa metaforicamente tra le mura della città, ma aperta costantemente alla popolazione.
Inaugurato il primo dicembre di quest’anno, il centro M9 è il frutto di lungo progetto di rigenerazione urbana che racchiude tra i molteplici obiettivi quello di voler riaprire alla popolazione mestrina un quartiere della città che era rimasto chiuso e inagibile per anni. Il vecchio convento cinquecentesco che sorgeva all’altezza di via Alessandro Poerio viene restaurato in collaborazione con lo studio architettonico tedesco Sauerbruch Hutton. Lo studio si è occupato specialmente della costruzione ex novo di un edificio completamente ecosostenibile e con un minimo impatto paesaggistico, interamente rivestito di pannelli fotovoltaici e di piastrelle policromate i cui pantoni rispecchiano singolarmente i colori più importanti dei quartieri della cittadina, adibito come location principale del centro museale. L’idea nasce negli uffici della Polymnia Venezia (Fondazione di Venezia).
Oltre al museo, viene reso nuovamente accessibile il chiostro centrale dell’ex convento che diventa l’inner retail, l’area commerciale, ora interamente coperta da un tetto speciale di vetro temprato che permette la raccolta dell’acqua piovana, successivamente purificata e rinviata all’intero stabilimento.

 

  Un’idea ambiziosa, che cerca di portare non solo Venezia, ma anche l’Italia in generale, al passo dei nuovi grandi musei europei ed internazionali, puntando sull’utilizzo e sull’implemento della tecnologia e piazzandosi attualmente come primo museo multimediale italiano.
È proprio questa la novità di questo centro culturale: l’esposizione e la fruizione non seguono gli schemi classici della valorizzazione, in quanto nel museo non è esposto nulla di tangibile e concreto. La vera protagonista è la stessa Storia, illustrata su due piani di percorso espositivo permanente che permette al visitatore una completa immersione nelle varie vicende attraverso l’utilizzo di varie tecnologie. Dalla realtà virtuale (attraverso l’uso di visori), passando per ologrammi e proiezioni in 4k e arrivando a installazioni più originali in cui l’analogico e il digitale si mescolano, fornendo un’esperienza stimolante, innovativa e leggermente nostalgica.

  Pertanto, il pubblico si troverà immerso nei macro e micro cambiamenti che hanno modificato in maniera più o meno incisiva la vita degli italiani (argomento principale del primo piano) e, più in generale, che illustrano la storia che ci ha resi un popolo unito (argomento principale del secondo piano). Ecco quindi che attraverso una magica serie di “specchi” il visitatore può trasformarsi in un minatore, un contadino d’inizio Novecento o, ancora, in un’operaia di una filanda o una donna altolocata, moglie di un ingegnere. Oppure potrà ritrovarsi immerso nelle grandi piazze d’Italia ad ascoltare i discorsi di diversi personaggi politici che hanno evidenziato i grandi momenti e i diversi orientamenti politici che hanno attraversato il Paese. E ancora, potrà esplorare virtualmente le diverse tradizioni culinarie che sono cambiate con l’arrivo del benessere e degli elettrodomestici; o provare a mettere in pratica la propria conoscenza sui dialetti delle varie regioni che compongono la nostra penisola e tante, tantissime altre installazioni.

  Un museo completamente interattivo che mescola abilmente l’aspetto didattico e quello dilettevole, rivolto a qualsiasi fascia d’età: dalle nuove generazioni, che riscoprono in maniera diversa i racconti dei nonni, a quelle più adulte, che rivedono aspetti vissuti del loro passato. Un percorso di visita variegato che alterna installazioni multimediali e tecnologiche a parti di pura spiegazione, permettendo una libera fruizione. In aiuto dei visitatori accorrono anche i Mediatori Culturali, studenti provenienti da diverse università italiane che creano un dialogo attivo e curioso col pubblico, rispondendo alle loro domande: una collaborazione nata tra il museo e l’università Ca’ Foscari.

  Non solo interazione e tecnologia. Oltre ai due piani di esposizione permanente è stato creato anche un terzo piano, interamente dedicato all’organizzazione ed esposizione di mostre temporanee, con uno stampo più classico ma sempre incentrate attorno a grandi tematiche del ‘900 italiano (attualmente, lo spazio ospita la mostra fotografica L’Italia dei fotografi. 24 storie d’autore, inaugurata il 22 dicembre e aperta al pubblico fino al 16 giugno 2019). Inoltre, il centro culturale rimane costantemente attivo, proponendo un calendario di eventi, conferenze, proiezioni e serate, confermandosi come un luogo poliedrico e vivo in cui il vero protagonista rimane sempre e prima di ogni altra cosa la persona, il singolo e la sua collettività.

  I rendering di tutte le fotografie contenute in questo articolo sono gentile cortesia dello studio Sauerbruch Hutton.

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