Espiazione (2007)

  La settimana scorsa metà della redazione de Lo Stato Brado (e un disastro di miei amici) sono andati a Lucca a vivere i migliori anni della loro gioventù mentre io sono rimasto a casetta a rosicare, annoiarmi, mangiare schifezze, guardare serie tv e, soprattutto, essere molto triste. Siccome non mi è ancora passata ho deciso perlomeno di non essere triste da solo, quindi questa settimana preparate i fazzoletti e le confezioni di gelato formato famiglia.

  Oggi vi parlo di “Espiazione” di Joe Wright.

  Il film esce nel 2007- tratto dall’omonimo romanzo di Ian McEwan- si tratta del secondo lavoro del giovane regista (il primo è Orgoglio e Pregiudizio) e riceve praticamente nell’immediato decine di nomination, compresi OscarGolden Globe e BAFTA. Il film ha anche inaugurato la 64esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia e vanta nel proprio cast grandi nomi come James McAvoy(impeccabile come sempre) e Keira Knightley (bella e brava quanto vogliamo, ma non si capisce davvero un cazzo quando parla, diciamolo).

  La storia che ci viene presentata è quella di Briony Tallis, tredicenne ereditiera inglese nei primi anni 30, che si è infatuata del figlio di una delle donne della servitù, Robbie . Questi, essendo però di qualche anno più grande, preferisce dedicare le proprie attenzioni alla sorella maggiore di Briony, Cecilia. L’adolescente, però, fraintende il loro rapporto e crede che Robbie sia un maniaco sessuale intento a molestare la sorella. Una tragica sera, Briony assiste nella penombra allo stupro della sua cugina venuta dal nord. Nonostante il colpevole fosse un ricco cioccolatiere (che si vedeva che era un pedofilo da qui a 40km) in visita quella sera, Briony si autoconvince che il colpevole sia Robbie, al punto da riferirlo alle autorità.

  Al ragazzo, alcuni anni dopo, viene pori proposta una scelta: continuare a scontare la propria pena in prigione o arruolarsi nell’esercito per combattere nella Seconda Guerra Mondiale. Quindi la storia si evolve, vediamo tutti gli sforzi di Cecilia che diventa infermiera per poter rivedere il suo innamorato prima che parta per il fronte, le difficoltà che Robbie stesso affronta per tornare vivo a casa e, soprattutto, lo strazio di Briony che si rende conto di cosa ha fatto in passato ed è disposta a tutto per rimediare, anche se la sorella e il suo amore d’infanzia la odiano.

  Non vi racconto, giustamente, come va a finire, ma preparatevi a tanta, tanta tristezza.  Però vi garantisco che ne vale davvero la pena, dalla bravura degli attori alle grandi capacità del regista. Di sicuro vi rimarrà impressa la carrellata sui soldati inglesi in attesa di tornare a casa sulle spiagge di Dunkerque, roba da storia del cinema, non esagero.

  Prometto che la prossima volta vi proporrò qualcosa di più leggero, ma sappiate che questo non sarà l’ultimo film “da lacrimoni”.

 

A cura di Leonardo Delli Zotti, il Riccio

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