La Tana della Salamandra

Nel suo pertugio roccioso si sente al sicuro. La stanza è grande esattamente quanto basta, un arredamento minimale con solo quello che ritiene utile per non annoiarsi. Nessun altro oltre a lei. Davvero la pace dei sensi.
Scegliendo di attirare l’attenzione il meno possibile, la Salamandra rifugge i riflettori, preferisce le zone d’ombra in cui può stare tranquilla senza dover rimanere al centro dell’attenzione. Dove può osservare cosa succede attorno a lei venendo coinvolta il meno possibile.
Non vuole certo condurre un’esistenza movimentata.
Eppure si trova spesso a desiderare qualcuno con cui scambiare quattro chiacchiere. Sogna qualcuno che non si lamenti del suo essere logorroica nelle situazioni più critiche. Qualcuno che la ascolti parlare un po’ di sé, che le fa sempre tanto bene.

Nasce così questo strano scaffale seminascosto, in cui la Salamandra può sentirsi libera di scrivere e stipare qualsiasi cosa le passi per la testa, nell’illusione che a qualcuno possa interessare davvero.

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