Il web perduto : Overview e “Le Strade Ferrate”.

Oramai siamo abituatissimi a vedere siti web di ogni genere: negli anni 2010 il numero degli stessi è aumentato in maniera esponenziale, come esponenziale è stata la quantità di argomenti trattati ed esponenziale è stato il miglioramento delle tecnologie grafiche.

Precedentemente a questo periodo, le pagine web erano invece più orientate al contenuto piuttosto che alla forma. Si possono diversi esempi di portali che (nonostante non eccedessero per il layout) ebbero un grande impatto quando si affacciarono in rete: TuttoGratis, il primissimo Virgilio, l’ormai defunto Geocities.
Questo accadeva perché quell’indicatore che viene chiamato “accessibilità della rete” nei primi anni 2000 era molto più basso di adesso: velocità di connessione, modalità di connessione, assenza di connettività wireless.

Inoltre, il tipo di informazione era di tipo “decentralizzato“: non poche fonti dalle quali tu puoi trovare un insieme di argomenti molto vasto (social networks, giornali online, etc); ma tantissime fonti focalizzate su un solo argomento, spesso opera di uno o più privati che avevano come unico scopo quello di condividere con chi leggeva le proprie passioni.

In questa rubrica, voglio condividere, di volta in volta, esempi di quest’ultima tipologia: siti web della generazione precedente, dedicati ad uno specifico argomento, orientati più ai contenuti che alla presentazione degli stessi.

Il primo sito che voglio condividere si chiama Lestradeferrate.it.

Questo abbraccia il singolare quanto arduo compito di elencare tutte le ferrovie storiche italiane: ovvero quei binari che non sono più in funzione, ma che hanno significato qualcosa dal punto di vista storico.
I creatori e gli autori del sito fanno questo accompagnando le informazioni con delle immagini di ciò che rimane delle infrastrutture: documentando e dove possibile mostrando lo stato delle vestigia ai giorni d’oggi.

Come si può vedere anche solo cliccando sulla home page, la presentazione non è certo messa al primo posto. Nonostante ciò questo sito è diventato un punto di riferimento per molti ferro-amatori che vogliono scoprire di più su una parte del nostro passato: vi sono infatti informazioni che sono difficilmente reperibili da altre fonti (ad esempio, sapevate che tra Orbetello e Porto Santo Stefano c’era una ferrovia?); il tutto (ove possibile) condito da approfondimenti e documenti storici; raccontando dettagliatamente il contesto nel quale una struttura viene realizzata, e i motivi che han portato alla propria dismissione.

Siti di questo genere sono esempi emblematici di ciò che stavamo dicendo ad inizio articolo: le informazioni fornite da passione e dal primato del contenuto rispetto alla presentazione, vengono sostituiti da “fast food informativi” che apparecchiano notizie senza alcun tipo di contesto ne approfondimento.

E’ bene che tali siti non vengano dimenticati, essendo testimoni di una connettività meno frenetica e forse più appassionante.

 

A cura di Alessandro Gagliarducci, l’Elefante

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