Ursula Le Guin: quando Hugo e Nebula non bastano

Ursula Le Guin

Un tributo a Ursula Le Guin, pilastro della narrativa internazionale 

  Proprio oggi, ricorrono novant’anni dalla nascita di Ursula Kroeber Le Guin, scrittrice di fama mondiale purtroppo scomparsa l’anno scorso. Vincitrice di cinque premi Hugo e sei premi Nebula, è considerata una dei massimi esponenti della letteratura fantastica.

Nonostante sia stata attiva soprattutto nel Novecento, ha trattato temi molto attuali, come il femminismo e il pacifismo, che hanno reso i suoi libri apprezzati anche da chi, d’abitudine, non legge fantasy.

Ispirata sin da bambina…

  Sin da bambina, cresce in un ambiente con forti stimoli verso la lettura e si appassiona molto presto alla fantascienza e al fantastico. Scrive la sua prima storia fantasy a nove anni e a undici prova a pubblicare il suo primo racconto di fantascienza sulla rivista Astounding Science FictionMolte fonti d’ispirazione vengono proprio dalla famiglia e dalle loro amicizie, tra cui molti Nativi Americani che hanno fomentato l’interesse della scrittrice verso miti e leggende. Inoltre, la Le Guin utilizzerà il fisico Julius Robert Oppenheimer, amico di famiglia, come base per costruire il personaggio di Shevek, protagonista de I reietti dell’altro pianeta.

… ebbe una carriera lunghissima.

  La carriera della scrittrice comincia nei tardi anni Cinquanta e dura circa sessant’anni. Nel mentre, la Le Guin diventa madre e lavora come insegnante e come editor, occupazioni che la portano a diminuire il tempo dedicato alla scrittura. Nel corso di tutta la sua carriera, ha comunque sperimentato vari generi, dalla poesia ai racconti brevi, ai saggi critici e al fantastico, imponendosi negli anni d’oro della fantascienza come una tra le più geniali menti creatrici di mondi fantastici. Pertanto, è molto difficile inserire la sua attività in un unico genere.

Dal film documentario “Worlds of Ursula K. Le Guin” (2018)

Le influenze nella sua scrittura

  Da piccola, Le Guin legge soprattutto fantastico e classici, anche se in seguito ammetterà l’influenza della fantascienza solo dopo la lettura delle opere di Theodore Sturgeon e Cordwainer SmithSu sua stessa ammissione, le sue suggestioni principali vengono da autori come Victor Hugo, William Wordsworth, Charles Dickens, Boris Pasternak e il suo contemporaneo Philip Kindred Dick.

A livello di stile, considera influenze principali Lev Tolstoj e John Ronald Reuel Tolkien, a cui deve la possibilità di esplorare le possibilità del genere fantasy. Molti spunti derivano poi  dall’antropologia culturale, di cui suo padre è stato pioniere, dal mito, dalle filosofie orientali e dalla religione. Secondo alcuni studiosi, inoltre, alcuni suoi personaggi sembrerebbero personificazioni degli archetipi di Jung.

Le tematiche principali nelle opere di Ursula Le Guin

  La fantascienza e il fantasy sono generi narrativi molto flessibili: ciò ha consentito all’autrice di esplorare i temi delle identità e delle strutture sociali, utilizzando la sua conoscenza delle scienze sociali come veicolo per la creazione dei personaggi, spesso di colore. Inoltre, ricorrendo frequentemente a culture non terrestri, riesce a esplorare a fondo le caratteristiche strutturali e le dinamiche della società, esaltando l’umanità dei suoi personaggi attraverso la descrizione delle azioni più comuni. 

Temi particolarmente sentiti, che accompagnano più volte i lettori, sono il femminismo, l’anarchismo e l’ambientalismo. Quest’ultimo è trattato più e più volte nei suoi scritti, che sembrano anticipare la distruzione e l’inquinamento di suolo, acqua e aria che vediamo noi oggi. Ciò ha contribuito a farla considerare quasi una veggente, come si legge sul sito a lei dedicato.

La produzione fantascientifica della Le Guin, inoltre, esplora anche differenti sistemi politici e fenomeni come la formazione personale, lo sviluppo morale e il coming of age. Infine, ne La mano sinistra delle tenebre (1969), la scrittrice esplora le conseguenze dell’espressione di un’identità sessuale non convenzionale, con personaggi ermafroditi.  

Dal film documentario “Worlds of Ursula K. Le Guin” (2018)

Le produzioni cinematografiche e la fortuna di Ursula Le Guin

  Sulla vita della scrittrice è stato girato, proprio lo scorso anno, un film documentario dal titolo Worlds of Ursula Le Guin. Vari tentativi di adattamento sono stati fatti, ovviamente, anche sulle opere. Alcuni suoi scritti hanno una loro trasposizione per radio o per palcoscenico. Dal mondo di Terramare da lei creato, inoltre, sono stati tratti serie TV e film (come, ad esempio, il lungometraggio animato dello Studio Ghibli, ispirato al terzo e quarto capitolo della saga). Questi, purtroppo, non hanno ottenuto il successo sperato e alcuni sono stati addirittura stroncati dalla stessa autrice. Circa un mese fa, però, la produttrice Jennifer Thomas e la casa di produzione A24 hanno fatto sapere che la Saga diventerà una serie TV. Speriamo tanto che almeno questo adattamento renda giustizia all’universo di Terramare!

Più fortuna hanno avuto le sue trovate letterarie. Tra queste, vale la pena di ricordare il funzionamento della magia nella Saga di Terramare. Praticamente, ogni ente ha un proprio vero nome e conoscere quello di un particolare essere o oggetto dà a chi lo conosce un potere assoluto sull’ente stesso. Conoscere il vero nome di un drago ha permesso al protagonista Ged di sconfiggere quello di Pendor, nel primo libro della saga. 

Non vi ricorda qualcosa? Su questa stessa idea si basa il funzionamento della magia nel Ciclo dell’Eredita di Christopher Paolini. Infatti, Alagaësia, terra in cui sono ambientate le avventure di Eragon, è un luogo di magia. Qui, per agire su un certo ente, bisogna conoscerne la vera essenza. Il mezzo è l’Antica Lingua, che descrive l’essenza vera di ogni essere e perciò fornisce il vero nome di ogni ente. Il parallelo tra le due forme di magia è impressionante!

 

A cura di Marco Ravenna, il Pesce Chirurgo

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