Shrek, eroe contemporaneo che riscrive le favole e la società

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Somebody once told me the world is gonna roll me

In realtà nessuno aveva detto a Shrek che la sua pace sarebbe stata messa in pericolo dalle creature delle favole. Anzi, nessuno gli aveva detto che avrebbe smontato quelle stesse favole da cima a fondo, a cominciare dal ruolo ormai sopravvalutato e stereotipato del principe azzurro.

La canzone scelta per le prime immagini del film, ora disponibile su Netflix, non è stata messa lì a caso, così come tutti gli avvenimenti, i personaggi e perfino le loro descrizioni fanno tutte parte di un puzzle che è andato a completarsi nel tempo con i film seguenti. Un puzzle che ha dato vita ad un’icona, perché capace di crescere ed evolversi rimanendo fedele a sé stessa, grazie a coloro che lo circondano e gli hanno fatto capire di meritare qualcosa che vada al di là del suo piccolo mondo.

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Gli orchi sono come le cipolle

Shrek è il classico misfit della situazione e, al contrario di molti nella stessa condizione di isolamento, è felice di esserlo. Non vuol essere disturbato, adora la propria palude e poter fare quello che vuole. Eppure, sarà lui stesso a fornire una chiave di lettura per i sentimenti che proverà per Fiona e la rivalutazione della propria vita.

Parlando con Ciuchino, si autoparagona ad una cipolla, poiché stratificata come gli orchi: una metafora calzante per spiegare come, nonostante l’apparenza e ciò che si crede di qualcosa o qualcuno, questo possa rivelarsi diverso anche in senso positivo.

Shrek è proprio così, diverso. Diverso perché considerato cattivo e quindi immeritevole di un lieto fine, anzi, di una storia tutta sua. Partendo dal voler mantenere il proprio status quo, Shrek alla fine scrive la propria personalissima favola, mettendo a nudo i propri strati davanti a Ciuchino e Fiona e diventando un eroe contemporaneo: libero dei pregiudizi che si autoimponeva, libero di essere sé stesso ma soprattutto libero di essere felice.

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Ottusa, irritante creatura da soma in miniatura

Quella di Shrek dunque è proprio una favola, anche a livello strutturale: il protagonista ha un obbiettivo, causato dall’antagonista (nel primo film Farquaad), e per raggiungerlo incontrerà il cosiddetto aiutante, qui nelle vesti di Ciuchino.

Il mulo chiacchierone è un altro disadattato, non conosciamo e non conosceremo mai davvero la sua storia, se non che stava per essere venduto dalla proprietaria a causa della propria parlantina. Il suo essere irritante è ciò che lo rende meno “aiutante” possibile, dunque paradossalmente risulta ben assortito con un eroe non convenzionale come Shrek. Tuttavia, le sue chiacchiere senza fine saranno effettivamente d’aiuto nel trattare con la draghessa a guardia del castello, pur sortendo l’effetto non proprio sperato di farla innamorare.

Il culmine dello sviluppo del personaggio di Ciuchino infatti, è l’essere accoppiato con una creatura almeno venti volte più grossa e pericolosa, cosa che lo rende effettivamente utile nei momenti più disperati dell’avventura, intassellandolo al posto giusto. Inoltre, col passare del tempo, le sue parole non serviranno solo per darsi aria alla bocca. Ciuchino, in quanto nobile destriero, è nobile anche nell’animo: conosce il significato di amicizia, sa cos’è l’amore, pur non avendolo mai ricevuto probabilmente, e agisce perfino da “coscienza” per Shrek, poiché, essendo un chiacchierone, non ha nessun filtro. Spesso sono proprio le sue parole a far riflettere Shrek così che possa maturare come protagonista. E se non è essere un buon aiutante questo…

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Yes I like Piña Coladas…

Di nuovo, le canzoni scelte nel film rispecchiano benissimo i personaggi e in questo caso una Fiona che forse non conosceremo mai. Lo specchio delle brame addirittura dice che le piace ballare la lambada… purtroppo possiamo solo godere delle sue abilità di autodifesa e Kung Fu. Fiona è una principessa che si qualifica tale in quanto proveniente da un regno e vittima di un incantesimo, come altre sue simili, che però ha fatto tesoro della propria prigionia, di fatto liberandosi dallo stereotipo cui apparteneva.

La ragazza è stata una principessa nel senso classico del termine solamente da ragazzina: nel secondo film scopriamo qualcosa in più sulla sua infanzia e i suoi sogni di diventare la “signora Fiona Azzurro”, ben presto infranti dalla crudele decisione dei genitori di metterla nel castello del drago, condizionati dalla Fata Madrina. Perciò, la nostra principessa deve quasi salvarsi da sola: dalla solitudine, dalla sofferenza, dal drago stesso (chissà che rapporto avevano?). Il risultato è una giovane donna focosa, determinata e intraprendente, che saprà presto adattarsi ai modi burberi di Shrek (e anche alla sua cucina). Chi meglio di lei, in grado di capire la distanza che Shrek percepiva dagli atri, poteva diventare sua compagna di vita?

Il Regno di Molto Molto Lontano

Il regno da cui proviene Fiona è una palese parodia della Hollywood dei giorni nostri, dove essere alla moda, sempre in vista e ultra-ricchi è la prassi. Naturalmente né lei né Shrek rispettano quegli standard ed è col loro arrivo che finalmente avremo davvero occasione di vederli rompere qualsiasi barriera creata dalle apparenze.

Infatti, se prima erano le favole ad essere troppo impostate per permettere ad un orco di vivere felice, ora che la felicità dell’amore è stata conquistata rimane solo da farlo accettare anche al prossimo, cosa applicabilissima anche al giorno d’oggi per quanto riguarda la comunità LGBT+. Sta a chi è consapevole delle proprie “diversità” farne uso nel modo giusto per far cadere accuse e pregiudizi infondati, perché purtroppo non satanno gli altri a farsi per primi un esame di coscienza.

Shrek, insieme a Fiona e Ciuchino, rompe ogni schema impostogli dalla società, facendosi strada dove prima non gli era concesso e riuscendo a portare con sé altri come lui (Pinocchio, i tre topini ciechi o anche Zenzy), diventando così non solo un eroe delle favole ma anche una sorta di condottiero per chi fino a quel momento non si è mai sentito davvero rappresentato. Perché, in fondo, il Regno di Molto Molto Lontano, quello vero, dove nessuno viene escluso, ancora non lo abbiamo raggiunto.

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