Vent’anni di Age of Empires II

  Esattamente una settimana fa c’è stato un compleanno importante: Age of Empires II – The Age of Kings ha compiuto vent’anni. Dalla sua uscita statunitense nel 1999 ad oggi, il gioco ha avuto un privilegio di cui pochi titoli di questo tipo riescono a vantarsi. AoEII ancora oggi viene infatti giocato e amato da milioni di persone.

Un gioco rivoluzionario

  Cominciamo col dire che l’ormai defunta Ensemble Studios con il seguito del già popolare (e altrettanto stupendo) Age of Empires I ha creato un vero e proprio caposaldo dei real time strategy games. AoEII non è certamente il primo del genere, ma è il gioco che ha creato il modello a cui ispirarsi e dal quale negli anni moltissimi altri titoli prenderanno spunto. Da Empire Earth (2001) a Rise of Nation (2003), fino ad arrivare addirittura a un semi-clone del gioco stesso in salsa Guerre Stellari: Star Wars – Galactic Battlegrounds (2001).

ispirazione gioco di star wars
Ispirazione palese direi!

“The Age of Kings”

  La grandezza di Age of Empires II è quindi innegabile e deriva da molti fattori. Si può ad esempio parlare del fatto che sia ovviamente un upgrade generale del suo capitolo precedente, sia a livello di grafica che di gameplay. Si può parlare della quantità e varietà di civiltà da utilizzare, tutte con le loro caratteristiche e punti deboli. Si può parlare delle musiche a dir poco memorabili che accompagnano i giocatori durante le partite. Secondo me, però, oltre a queste ragioni  validissime, c’è un altro motivo che ha portato Age of Empire II alla grandezza. Ovvero il fatto che si tratta di un RTS ambientato nel Medioevo, momento storico che ha affascinato e continua ad affascinare moltissime persone. Ensemble Studios è riuscita a catapultare (pun super intended) chi gioca nella cosiddetta “età dei re“, fatta di castelli, cavalieri, spade, arieti e trabocchi. A chi ha avuto la sfortuna di non provare mai questo titolo, il discorso potrà apparire forse un po’ esagerato, ma fidatevi, cari lettori, quando dico che vedere la propria civiltà progredire da un piccolo umile villaggio a un grande regno maestoso e potente è un’esperienza videoludica come nessun’altra.

da altomedioevo
Da questo…
a età dei castelli
a questo!

Age of Empire fa amare la storia

  A incrementare ancor di più il fascino del gioco sono poi le fantastiche campagne storiche di Age of Empires II. Comandare l’Orda d’Oro di Gengis Khan e combattere gli Inglesi insieme a Giovanna d’Arco sono tutt’ora momenti indimenticabili per molti videogiocatori. Senza contare i contenuti aggiuntivi nell’espansione The Conquerors (2000), in cui si possono vestire i panni del Cid nella campagna spagnola o di Attila l’Unno. Raccontando tutte queste vicende, oltre a giocare si ha quasi la sensazione di stare imparando anche qualcosa: non sono pochi i giocatori (compreso il sottoscritto) nei quali, grazie a queste epiche storie, è nata anche una grande passione per la storia antica.

campagna-tutorial
Come scordare poi la meravigliosa campagna-tutorial dedicata alla Scozia e a William Wallace!

Un gioco immortale

  Titoli come questo sono rari: esperienze videoludiche talmente importanti per molti che continuano a rimanere in vita ancora oggi, grazie soprattutto all’enorme mole di utenti che giocano Age of Empires II in multiplayer. In particolare, negli ultimi tempi un ruolo significativo lo ha avuto Steam, che con Microsoft Studios ha pubblicato una serie di espansioni e DLC che propongono nuove civiltà, nuove unità speciali, redesign di edifici, mappe e campagne completamente inedite. The Forgotten (2013), ad esempio, dà la possibilità di giocare con popoli quale i Magiari o gli Italiani (eh sì, ci siamo anche noi, e facciamo meno pena di quanto si possa pensare!), mentre African Kingdoms (2015) sposta l’attenzione alle civiltà africane, finora quasi del tutto ignorate nel gioco. L’edizione che però tutti i fan attendono adesso è l’imminente Age of Empires II – Definitive Edition (in uscita il 14 novembre 2019 su Steam), che comprenderà tutte le espansioni uscite finora in un unico titolo e inserirà ulteriori novità come una campagna intera dedicata ad ascesa e declino dei khanati dell’Impero Mongolo dopo la morte di Gengis Khan, nonché quattro nuovi popoli: Cumani, Tartari, Lituani e Bulgari. Sono passati due decenni, e ancora c’è qualcuno che pensa a sfornare contenuti per un titolo del 1999. Già solo questo è la testimonianza dell’immortalità di questo gioco di strategia; anzi no, del gioco di strategia.

A cura di Mario Caligiore, il Lupo

 

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