Vampiri, dal mito alla vita di tutti i giorni

Vive al di fuori della grazia di Dio, vaga nelle tenebre più profonde, è un vampiro, ‘Nosferatu’.

(Dott. Abraham Van Helsing – Bram Stoker’s Dracula, 1992)

Come per i lupi mannari, di vampiri sono piene leggende, poesie, canzoni, film, serie TV e chi più ne ha, più ne metta. Dall’apparizione di Dracula, il leggendario vampiro ispirato a Vlad Tepes, detto l’”Impalatore”, nell’omonimo romanzo di Bram Stoker, non si sono fatti attendere libri su libri e, successivamente, film su film che raccontassero dei Principi delle Tenebre per antonomasia. Seducenti creature delle tenebre, eternamente dannate, che si nutrono del sangue dei mortali, trasformandoli a loro volta in altri vampiri.

Fino a non molto tempo fa, i vampiri venivano rappresentati quasi sempre come predatori in grado di ipnotizzare o sedurre le proprie vittime prima del pasto. A muoverli è spesso la semplice noia o la nostalgia della loro vecchia vita mortale. Oggi, invece, assieme a tanti film che propongono questa immagine classica del vampiro, ne troviamo altrettanti che portano sul grande e piccolo schermo vampiri leggermente diversi. Sempre bisognosi di sangue, sì, ma dal comportamento quasi più umano: creature non più completamente distaccate dalla realtà, ma sempre più vicine a noi. Vediamo, infatti, come si è passati dai semplici adattamenti del capolavoro di Stoker, al proporre rappresentazioni dei vampiri sempre nuove.

“Prendi questo paletto nella mano sinistra, poggia la punta sul cuore…”

“… e ora, in nome di Dio, colpisci, fallo ora!” queste sono le istruzione del professor Van Helsing, impartite al giovane Lord Arthur, per porre fine alla non-vita della povera Lucy, la sua neo-sposa tramutata in vampiro da Dracula stesso. Nel romanzo originale, come nel film di Francis Ford Coppola, il vampiro appare quasi come le leggende dell’Est Europa lo descrivevano: un individuo pallido, con unghie e capelli lunghi, macchie di sangue sulle labbra e che viene spesso visto girovagare di notte.

Nel romanzo del 1897, però, cominciamo a vedere alcune licenze poetiche, elementi innovativi rispetto alle leggende precedenti, che non mancheranno di essere riproposti negli anni a venire. Un esempio è la capacità del vampiro di camminare alla luce del giorno. Nel romanzo, i vampiri non possono nemmeno entrare in una stanza senza essere invitati, né attraversare specchi d’acqua e, per riprendere le forze, devono riposare nella terra in cui sono stati sepolti. Nel film, tuttavia, non tutti questi elementi vengono riportati, forse per rendere il mostro una creatura meno noiosa e più ardua da sconfiggere.

Versioni più innovative del classico vampiro non tardano ad arrivare. Basti guardare Blade, del 1998, diretto da Stephen Norrington, che porta al cinema un vampiro diurno che dà la caccia ai suoi stessi simili. Già che un vampiro possa tranquillamente camminare alla luce del sole, senza incenerirsi, sfruttando al massimo i suoi poteri, è di per sé qualcosa che non si vede spesso nei film. Se poi aggiungiamo che i vampiri in questione sono immuni ai crocifissi e all’acqua santa, ecco che cominciamo a vedere, almeno nel mondo cinematografico, un approccio più razionale alla caccia ai vampiri e al vampirismo come fenomeno paranormale.

Come in Blade, non sono mancati infatti film e serie TV che hanno tentato di dare una spiegazione scientifica ai vampiri. Altri li hanno descritti come creature sociali, inserite all’interno di una società strutturata, spesso con delle regole ferree, una classe dirigente e, in certi casi, perfino tribunali speciali per giudicare chiunque non obbedisse alle regole.

“Vampiri che fingono di essere umani, che fingono di essere vampiri.”

Un film iconico del genere è sicuramente Intervista col vampiro, del 1993, diretto da Neil Jordan e tratto dall’omonimo romanzo del 1976. Il protagonista Louis si ritrova ad essere tramutato in un vampiro da Lestat e, dopo un periodo da non-morto per niente facile, decide di salpare con Claudia, una bambina anche lei tramutata, per l’Europa. Qui, per le strade di Parigi, incontra Armand, vampiro di gran lunga più anziano ed esperto di lui. Si apre quindi per Louis la possibilità di conoscere più a fondo la sua natura, grazie alla scoperta di altri figli della notte annoiati e dediti a una vita lussuosa. Armand, è infatti a capo di una compagnia teatrale i cui attori, pure loro vampiri, in uno spettacolo “così avant-guarde”, come lo definisce Claudia, fingono di essere dei comuni mortali che immaginano una vita senza morte, libera da ogni preoccupazione terrena.

 

Ai vampiri ricchi e annoiati da una vita senza preoccupazione, il cinema ha contrapposto dei vampiri sì ricchi, ma per nulla annoiati o nullafacenti. Ne è esempio Underworld, di Len Wiseman, uscito nel 2003. Nel primo capitolo della saga, apprendiamo che i vampiri sono in guerra coi lupi mannari. Ecco quindi apparire vampiri-soldato addestrati alla guerra contro i licantropi, comandati da dei vampiri di nobile origine che si tengono impegnati a bere sangue e a curare i rapporti politici e famigliari con altre casate. Una rappresentazione quasi opposta a quella della serie di Twilight, in cui i vampiri, non solo cercano di vivere una vita normale mentendo a loro stessi, ma addirittura brillano alla luce del sole… già.

Anche in Daybreaker, l’ultimo vampiro del 2009, diretto dai fratelli Spierig, assistiamo alla scena di vampiri riuniti in una società con regole e ruoli ben precisi, ma le cose sono ben diverse dagli esempi precedenti. Nel film, il vampirismo è un’epidemia che si è diffusa su scala mondiale, trasformando quasi tutti gli esseri umani che, per sopravvivere, si sono visti costretti a dare la caccia agli ultimi mortali rimasti o a produrre sangue artificiale. Esatto, sangue artificiale, perché di esseri umani ce ne sono sempre meno, il poco sangue rimasto viene razionato e il vampirismo, che prima sembrava aver salvato l’umanità, ora ha presentato il conto: più i non-morti si nutrono di sangue, più mutano, fino a diventare delle specie di pipistrelli umanoidi.

Non si può però non menzionare What we do in the shadows – Vita da vampiro, film del 2014 scritto, diretto ed interpretato da Taika Watiti e Jemaine Clement. Il film ci porta a conoscere un gruppo di quattro vampiri che si comportano come un gruppo di coinquilini qualunque, giocando a scacchi e litigando per decidere chi deve lavare i piatti. 

Il fascino immortale dei vampiri

Come per i lupi mannari, anche per i vampiri si potrebbero citare un numero infinito di film, serie TV, romanzi, serie anime e manga, e troveremmo un numero altrettanto infinito di rappresentazioni. Purtroppo, molte delle proposte recenti cadono nel banale o finiscono per ripetere una storia già sentita e vista ovunque. Ciò non toglie, però, quel che di curiosità che ci sussurra all’orecchio quando vediamo il trailer di un film sui vampiri, o quando in liberia leggiamo tra gli scaffali il titolo di un libro che rimanda ai bevitori di sangue. Perché, volente o nolente, queste creature occulte, belle e dannate, forse finiranno sempre per sedurci, anche solo un po’.

A cura di Umberto Viviani, collaboratore

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