Videogiochi: cinque titoli autoconclusivi che vi consigliamo di recuperare!

  Non sempre si ha tempo e voglia di dedicarsi ad una saga che conta infiniti titoli o a quel gioco che richiede minimo duecento ore davanti allo schermo per essere completato. Per questo, abbiamo pensato ad una selezione di giochi che siano adatti a sessioni videoludiche più casuali, ma che allo stesso tempo abbiano tratti accattivanti e particolari. Ecco quindi i cinque videogiochi autoconclusivi che per la redazione vale la pena recuperare!

Fran Bow

  Sviluppato e pubblicato dalla Killmonday Games nel 2015, si tratta di un gioco punta e clicca veramente particolare. Fran Bow è una bambina di dieci anni che vive serenamente con i genitori, la zia e il suo gatto, Mr.Midnight e tutto sembra andare per il meglio, fino a quando la piccola protagonista non assiste al cruento assassinio dei suoi genitori. Per salvarsi, scappa nel bosco assieme al suo gatto, ma quando verrà trovata e portata all’ Oswald Asylum per essere curata dal dottor Deern, i due saranno costretti a separarsi. Per la sua riabilitazione, Fran deve prendere un medicinale che però le procura un particolare effetto collaterale: quando lo ingerisce, questo le provoca vivide immaginazioni che tuttavia sembrano in grado di cambiare realmente la realtà che la circonda. Forte di questi nuovi poteri, Fran decide di evadere per cercare Mr.Midnight e sua zia, partendo per un viaggio in cui il confine tra realtà, fantasia e pazzia è più labile che mai. Vi sfidiamo a scoprire la verità in fondo a questo titolo!

Lo potete trovare su Steam a questo link.

The Town of Light

  Questa perla tutta italiana merita una menzione non solo per i suoi contenuti, ma anche per quello che riguarda il suo sviluppo. Ideato e pubblicato da LKA, una compagnia indipendente italiana di Firenze, The Town of Light è un thriller psicologico distribuito su Steam nel 2016 e successivamente portato su Playstation4 e Xbox One per via del suo successo.  Nel gioco vestiremo i panni di Renèe, paziente dell’ex manicomio di Volterra, che nel 2016 decide di farvi ritorno per far luce su alcuni aspetti del suo passato. Ripercorrendo questi luoghi in cui ha trascorso gran parte della sua giovinezza, Renèe (e il giocatore con lei) dovrà fare i conti con i fantasmi del passato che ritornano sempre più vividi. Questo gioco nasce da una grande ricerca, infatti le vicende narrate sono ispirate a fatti realmente accaduti, e anche la ricostruzione degli ambienti è fedele all’originale. Interessante come il titolo abbia causato un fenomeno turistico nell’area di Volterra incentrato proprio sull’ex-manicomio che ormai volgeva in stato di abbandono, tanto da essere presentato al Tourisma dell’anno 2019.

 

 

Tacoma

  Questa avventura fantascientifica è stata ideata dagli sviluppatori di Fullbright, gli stessi creatori di un altro gioco oneshot, Gone Home. All’inizio della partita, che possiamo scegliere se giocare in modalità standard o con i commenti degli sviluppatori, ci ritroviamo all’interno di una navicella spaziale. Assieme a noi troviamo l’IA della stessa, di nome Minny. Dopo qualche secondo, ci dirigiamo verso una stazione spaziale, che scopriremo essere gestita da Odin, un’altra IA, la quale ha avuto un malfunzionamento. Scopriamo che la missione del nostro personaggio, Amy Ferrier, è quella di recuperare i dati di Odin per la compagnia Venturis. Per esplorare gli ambienti della stazione, Amy si serve di uno strumento di realtà aumentata. Ciò ci permette di osservare le sagome dei componenti dell’equipaggio e le loro azioni, attraverso i dati registrati da Odin. La narrazione si fa man mano più complessa, e il giocatore inizia a scoprire una scomoda realtà.

Potete trovarlo su Steam a questo link.

Katana Zero

 Siamo abituati ad avere in testa un’idea ben definita delle caratteristiche che associamo al genere noir. Spesso ci rimanda indietro alle atmosfere fumose di un sobborgo metropolitano nell’America degli anni ’20, impermeabili da detective e un misterioso criminale in fuga, la battaglia mentale per anticiparlo ed incastrarlo. Con Katana Zero questa concezione viene costruita di nuovo partendo dal nulla, il gioco ridefinisce il genere attraverso un linguaggio tutto nuovo, fatto di colori sgargianti e una colonna sonora che prende a piene mani dal city pop. New Mecca, l’ambientazione di questo gioco, è una distopica metropoli illuminata da neon e insegne stradali, in cui possiamo ritrovare un gusto tutto orientaleggiante. Nei suoi bassifondi uggiosi e battuti dalla piccola e media criminalità, facciamo la conoscenza di Zero, un individuo armato di katana che si guadagna da vivere portando a termine piccoli lavoretti come sicario. Scopriremo ben presto che verità non è affatto ciò che abbiamo sempre avuto sotto i nostri occhi e ci toccherà pertanto scendere a patti con un passato che non sembra nemmeno il nostro.
In realtà il finale lascia spazio ad un continuo, ma fino ad ora non si hanno informazioni riguardanti un seguito o eventuali dlc, per questo motivo abbiamo deciso di inserirlo in questa lista!

Potete trovarlo su Steam a questo link.

 

A Dark Room

 Ci risvegliamo in una stanza buia, al freddo e con pochi ricordi di quello che sia successo. Le dita intorpidite raggiungono il focolare e attizzano la brace. Tutto l’ambiente risorge nella luce. Sopravvivere è possibile, ma occorre collaborare. A Dark Room sfrutta l’immersione delle avventure grafiche vecchio stile e lo incorpora a una meccanica di cooldown interna per svolgere determinate azioni, ormai sempre più popolare nei moderni giochi per smartphone. Le linee di testo sono essenziali, a volte poco più di un paio di righe, e delineano poco alla volta, come illuminate dal fuoco di una fiaccola, l’ambientazione in cui la storia ha inizio e si sviluppa. Raccogliere e immagazzinare risorse diventa presto essenziale per espandere l’insediamento e salvare sempre più vagabondi e profughi dalla natura inospitale che ci circonda. Lentamente, però, i confini di reale e magico sfumano l’uno nell’altro, offrendoci risvolti sempre più inaspettati.

Se volete immergervi in questa avventura, non vi resta che cliccare qui!

 

A cura di Silvia Bertolin, Carlo Lucca e Alessia Zannoni.

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