Borderlands 3 – La Futilità dell’Esclusiva

Un lancio controverso

  Un altro grande atteso di questi mesi è finalmente stato pubblicato. Borderlands 3 è uscito il 13 Settembre 2019, trascinandosi dietro varie critiche sulla stampa video ludica nazionale riguardo la gestione dei codici review e dei press kit. Questi, infatti, sono stati dati in anticipo solo ad alcune grandi redazioni internazionali, mentre per le altre tra cui quelle italiane sono stati inviati solo il giorno prima. La 2K infatti, l’azienda produttrice di Borderlands 3, ha recentemente adottato una politica molto restrittiva sui suoi prodotti; sulla stampa nazionale questo è stato visto (con un pizzico d’ipocrisia) come un segnale di una possibile incompletezza o inadeguatezza del gioco, generando una serie di polemiche.

  Al di là di questo, c’è una questione ben più importante relativa a Borderlands 3 che la nostra stampa ha in larga parte ignorato, ma che sta agitando da mesi la scena internazionale: l’esclusiva temporanea sull’Epic Games Store.

  Borderlands 3, infatti, è uscito, oltre che su PS4 e XboxOne, su PC. Essendo le console alla fine del loro ciclo vitale, è naturale che reggano male questo titolo, motivo per cui molti giocatori vorranno acquistarlo per PC. Tuttavia, il gioco è stato fatto uscire non su Steam (di proprietà della Valve), principale Store per qualsiasi gioco PC che non sia legato a un Publisher in particolare che abbia già un proprio Store (basti pensare a UPlay per Ubisoft, Battle.net per Blizzard/Activision, etc.); bensì, è stato pubblicato su Epic Games Store, il negozio della software house produttrice di Fortnite e Unreal Tournament.

La lotta Epic-Valve

  E perché mai questo dovrebbe essere un problema? Dopotutto Valve ha in sostanza avuto il monopolio sulla vendita di tutti i titoli PC da quando creò Steam nel 2003; la concorrenza porta spesso dei benefici in un mercato e nel nostro caso dovrebbe averne sia per i consumatori sia per creativi. Già altri Store più piccoli come Discord (il programma di chat vocale che ha rimpiazzato TeamSpeak e Skype) e GOG avevano provato ad intaccare questo gigante, senza però riuscirci granché.

  È un grosso problema, eccome, ma continuiamo con i lati positivi ancora per un po’. Bisognerebbe vivere sotto un sasso per non sapere che Epic Games è la casa produttrice di Fortnite, il battle royale più popolare del momento. Forte di generare degli introiti da capogiro (che arrivavano a 2 milioni di dollari al giorno nel 2018), Epic Games ha lanciato il proprio Store online. Per fare efficacemente concorrenza a Valve, Epic Games ha deciso di offrire ai produttori una percentuale di guadagni migliore di quella di Valve, ponendo l’asticella ad un 12% dei ricavi dalla vendita di un videogioco. Questa mossa si è rivelata vincente, attirando numerosi Publisher importanti (tra cui la 2K appunto, ma accaparrandosi alti titoli come il recente Control e il prossimo The Outer Worlds) e persino spingendo la stessa Valve a cambiare le percentuali richieste, che ora oscillano dal 30% al 20%.

  Allora qual è il problema? Sono due, fondamentalmente: è un’esclusiva (seppur temporanea) e l’Epic Games Store è inadeguato rispetto a Steam.

L’anacronismo delle esclusive

  Badate bene, non si sta parlando di titoli first-party (Es. gioco Nintendo pubblicato su console Nintendo) o di giochi pensati specificamente per sfruttare funzionalità specifiche di una console. Si parla di titoli third-party che mirano ad avere quanto più pubblico possibile, puntando molto tra le altre cose sulla componente multiplayer. Il fatto che l’esclusiva sia temporanea è l’unico modo per rendere digeribile questa cosa ai giocatori e per monetizzare il più possibile.

  Per altro, questi titoli sono gli stessi che spesso richiedono il cross-play, ossia la possibilità che utilizzatori di diverse console possano accedere agli stessi server e giocare assieme. In questo senso, parlare di esclusiva su questo o quello store (o console, vale lo stesso) è completamente anacronistico. E infatti è stata la stessa Epic Games, per paura di perdere una fetta di giocatori, a dichiarare che sarà possibile il cross-play per Borderlands 3 tra utenti Epic e utenti Steam.

  Nonostante sia un bene auspicarsi la concorrenza di diversi Store in modo da rendere più accessibile questo mercato sia in entrata (produttori) che in uscita (consumatori), questa guerra dovrebbe essere combattuta sulle funzionalità dei programmi e sui prezzi, non sui titoli.

Le funzionalità dell’Epic Games Store

  Ed è proprio questo, infatti, il problema più grande. Personalmente parlando, escludendo la confusione di avere dieci launcher diversi per tutti questi Store, poco cambia che un gioco esca su uno o un altro. Se voglio giocare a un gioco, lo comprerò dov’è disponibile, ma non se tra sei mesi sarà pubblicato su un negozio che mi offre molte più garanzie e funzionalità di quello attuale.

  Seppur vada riconosciuto che l’Epic Games Store è stato aggiornato continuamente da quando è stato lanciato, non ha ancora raggiunto una funzionalità adeguata. Ad Agosto 2019 non c’è un laboratorio per creare e gestire Mod, non c’è il CloudSave per tutti i giochi e non c’è nemmeno la funzionalità “Carrello della spesa”.

  Questo nonostante le dichiarazioni speranzose del CEO di Gearbox Software a Dicembre 2018, che incalzato sul fatto che sia strano che Borderlands 3 esca su uno Store dalle funzionalità risicate, afferma che effettivamente sia vero ma che è sicuro che al lancio del titolo le cose saranno diverse. Purtroppo non è così.

 E quindi?

  In definitiva è palese che la scelta di Gearbox Software e della 2K sia puramente di natura economica. EGS chiede solo il 12% e tra sei mesi il gioco sarà comunque pubblicato su Steam, probabilmente in concomitanza con l’annuncio del primo DLC. Nonostante le ombre di Tencent su Epic Games, è da vedere se questa strana scelta di pubblicazione influirà negativamente sulle vendite del titolo. Speriamo solo di riuscire ad allontanarci alla svelta da quest’epoca di esclusive temporanee e andare verso un futuro di Store integrati e connessi fra loro che condividano le funzionalità comode e indispensabili che noi giocatori meritiamo.

 A cura di Federico Zwirner, l’Orso

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