Earth Overshoot Day: da oggi in debito con la Terra

Earth Overshoot Day

  In questi giorni, in rete si trova scritto Earth Overshoot Day. Ma che cosa vuol dire? E perché fa così paura?

L’Earth Overshoot Day (una volta Ecological Debt Day)

  Oggi, 29 luglio 2019, ci svegliamo con il portafoglio ambientale vuoto. L’Earth Overshoot Day è il giorno in cui l’umanità ha virtualmente consumato le risorse che il pianeta è in grado di rigenerare nell’arco di un anno.

È un appuntamento a cui sarebbe meglio non presentarsi affatto, ma al quale purtroppo ci presentiamo sempre più in anticipo. Di regola, l’Overshoot Day dovrebbe cadere ogni anno il 31 di dicembre, per dare al nostro pianeta il tempo di rigenerare le proprie risorse.

Invece, la tendenza degli ultimi anni vede questa data avvicinarsi. In particolare, l’anno scorso era il primo agosto e non era mai caduto così presto dagli anni ‘Settanta. Trent’anni fa cadeva in ottobre, 20 anni fa verso la fine di settembre. E quest’anno non arriviamo neanche ad agosto.

Il cartellone della nostra Libellula di redazione per l’evento di Napoli

Earth Overshoot Day e Overshoot days locali

  Questa allarmante scadenza (a livello illustrativo) si può calcolare con una formula ben precisa, ideata dal Global Footprint Network, un istituto internazionale di ricerca.

Le grandezze che servono sono la biocapacità e l’impronta ecologica dell’umanità. La prima rappresenta ciò che la Terra può rigenerare, mentre la richiesta fatta al pianeta è la seconda. L’idea è, quindi, quella di considerare il rapporto tra la biocapacità e l’impronta ecologica dell’umanità moltiplicato per 365.

 

Ovviamente, oggi è la giornata del sorpasso globale, ma il calcolo si può fare anche considerando Stati singoli o solo certi territori. Ad esempio, lo Europe Overshoot Day quest’anno è caduto il 10 maggio, mentre quello italiano è stato il 15 maggio.

Earth Overshoot Day
Un cartello da una delle manifestazioni di Fridays for Future

Sempre prima e Move The Date

  Da oggi, cominceremo a bruciare le ricchezze che il pianeta ci dovrebbe offfrire l’anno prossimo. Gli effetti di questo sovrasfruttamento si manifestano sotto varie forme, dalla deforestazione all’erosione del suolo, all’estinzione di molte specie.

Ho tenuto per ultimo (ma non per importanza) l’accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera. Questo causa l’effetto serra,  i cambiamenti climatici e i gravi momenti di siccità, uragani e incendi.

Ora più che mai la parola d’ordine è #movethedate, spostare la data il più in là possibile per ritornare a un utilizzo sostenibile delle risorse. Ogni anno dovremmo puntare a ritardare l’Overshoot Day di quasi cinque giorni, per ritornare al limite di una sola Terra entro il 2050.

Ciò si può fare con piccoli accorgimenti, come dimezzare lo spreco alimentare, mangiare cibi con meno proteine o, ancora, viaggiare in bicicletta o a piedi quando possibile.  Tra gli strumenti a disposizione in rete, è da segnalare il footprint calculator, che permette di capire la propria impronta ecologica e l’Overshoot Day personale.  

Un altro cartello di Fridays For Future

La giornata mondiale della Terra

  Dal 1970, ogni 22 aprile ricorre la Giornata mondiale della Terra, per evidenziare quanto sia necessario conservare le risorse naturali del nostro pianeta. Qui potete leggere l’articolo dedicato a tale ricorrenza, con qualche suggerimento ecologico.

Tale giornata ha uno scopo prevalentemente educativo e informativo: anche se nata in ambito universitario, è possibile celebrarla anche in altri ambienti, come scrivono gli stessi organizzatori dell’evento sul sito ad essa dedicato.

Per molti gruppi di ecologisti, l’Earth Day è un punto di controllo sulle problematiche del pianeta e consente di valutare l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la velocità dei processi di estinzione e di distruzione degli ecosistemi e quella di esaurimento delle risorse non rinnovabili. 

Greta Thunberg parla a un “TED talks”

Greta Thunberg e i Fridays For Future 

  Ha fatto particolarmente scalpore la figura di questa giovane studentessa e attivista svedese, Greta Thunberg. Le ondate di caldo anomalo dell’agosto 2018 hanno spinto Greta a decidere di sedersi fuori dal Riksdag, il parlamento svedese, ogni giorno durante l’orario scolastico con il cartello Skolstrejk för klimatet.

Queste proteste riguardavano il fatto che l’accordo di Parigi comportava al governo svedese la richiesta di ridurre le emissioni di anidride carbonica e la studentessa ha affermato che avrebbe continuato a manifestare ogni venerdì fino a quando la Svezia non si fosse allineata a tali richieste.

Così facendo ha ispirato gli studenti delle scuole di tutto il mondo a prendere parte a questi Fridays For Future e a scendere in piazza per chiedere a gran voce misure contro i cambiamenti climatici, spesso con cartelloni molto divertenti, come quelli nelle foto di questo articolo.

Greta il 23 luglio al parlamento francese

Alla faccia degli scettici…

  Nonostante le polemiche da parte degli scettici, Greta è intervenuta in molte sedi importanti ed è considerata come candidata alla vittoria del premio Nobel per la Pace.

La band inglese The 1975 ha anche collaborato con Greta alla registrazione del brano The 1975 del nuovo album Notes on a Conditional Form.

La necessità è quella di agire ORA, perché un domani potrebbe essere troppo tardi.

A cura di Marco Ravenna, il Pesce Chirurgo

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