Live in Venice ’89: la magia dei Pink Floyd sulla laguna

Trent’anni fa i Pink Floyd incantavano il mondo della musica. Il Live in Venice del 15 luglio 1989 resterà uno dei concerti più importanti della storia della musica. Un evento che sarà per anni oggetto di discussioni positive e negative da parte dell’opinione pubblica. La band britannica mette in scena, ancora una volta, una grandiosa performance caratterizzata da suoni sperimentali accompagnati da giochi di luci. Il tutto racchiuso in una straordinaria scenografia di cui la laguna veneta ne è sicuramente la prima protagonista. 

Dal Live at Pompeii al Live in Venice; da Roger Waters a David Gilmour

Era il 1971 quando i Pink Floyd iniziarono a concepire l’idea di girare un film documentario – concerto a Pompei. La location non sarà un semplice teatro o auditorium, ma si sceglierà di girare all’interno degli scavi archeologici nella zona dell’antico anfiteatro romano. Eseguito e registrato senza pubblico, il concerto prevedeva l’esecuzione dei brani più significativi dei primi album: Echoes pt.I e II, Careful with That Axe, Eugene, A Saucerful of Secrets, One of these Days, Set the Controls for the Heart of the Sun, Mademoiselle Nobs. Il progetto si realizzerà nel 1972. Ci troviamo  ancora nella fase di sperimentazioni di suoni psichedelici che caratterizzano i primi lavori dei Pink Floyd – soprattutto quelli realizzati sotto la leadership di Syd Barrett – e che saranno sempre “l’impronta” dello stile pinkfloydiano.

Passeranno 18 anni dall’evento di Pompei. Il Live in Venice si organizzerà in un momento in cui i Pink Floyd sono ormai considerati tra i più importanti e influenti gruppi della storia della musica, ma nel 1989 la band si trova al terzo cambiamento di leadership: Roger Waters ha abbandonato il gruppo e le redini passano definitivamente al chitarrista David Gilmour. Analizzando la scaletta dei brani scelti per il concerto veneziano troviamo sia alcuni pezzi presi dagli album realizzati tra il 1973 e il 1979, sia pezzi realizzati in occasione del nuovo album post Roger Waters: A Momentary Lapse of Reason (1985). 

live in venice

Tra magia e critiche.

Pur essendo stato uno dei più importanti eventi della storia della musica, il Live in Venice non fu esentato da critiche. Andando con ordine: il concerto si aprì con le prime note della celebre Shine on you crazy diamondsempre eseguita in modo magistrale da Gilmour. Uno stacco porta al brano Learnig to flyuno dei principali brani composti per A Momentary Lapse of Reasonin cui assistiamo ad una eccezionale performance non solo da parte della chitarra di Gilmour, ma anche da parte della batteria di Nick Mason ( sul finale in particolare). Si “vola” tra brani come Yet Another Movie, Round and Around, Sorrow, The Dogs of War e On the Turning Awayfino ad arrivare a Time. Con questo brano si ha un salto temporale di brani: ritorniamo a The Great Gig in the Sky, Wish You Were Here, Money, Another Brick in the Wall pt.II, Comfortably Numb, Run Like Hell

Chi era presente al concerto dell’89 in quel momento avrà vissuto un’esperienza che potremmo definire surreale. Trovarsi davanti ad un palco montato su una piattaforma in mezzo alla laguna non è un’esperienza che si vive tutti i giorni! 100 mila persone seguirono la diretta Rai. Un numero, forse, più alto fu quello dei presenti che si godettero dalle barche l’evento mondiale.

Tuttavia, non mancarono critiche. Le prime furono rivolte all’organizzazione in generale che, secondo testimonianze, non si preoccupò di mettere in sicurezza l’area e dunque ci fu una calca di gente che si addossava sia a piazza San Marco, sia sulle imbarcazioni che circondavano la piattaforma. Inoltre, critiche ci furono post concerto nel momento in cui gli addetti si ritrovarono a raccogliere non pochi rifiuti lasciati per strada.
Ma, forse, a un concerto dei Pink Floyd tutto si perdona. Il 15 luglio 1989 ancora una volta il gruppo britannico scriveva la storia!

 

 

 

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