Pokemon Verde: una sensazionale scoperta – Tre segreti rivelati

pokemon verde

  Nel precedente articolo, abbiamo parlato di una scoperta sensazionale del mondo Pokemon: il “ritrovamento” di una build intermedia di Pokemon Verde. I ragazzi di Helix Chamber (tra i protagonisti della scoperta) hanno cominciato ad esplorare i dati di gioco presenti nella rom, convinti che questa potesse rivelare alcuni (se non tutti) dei segreti storici relativi alla prima generazione dei Pocket Monsters.

In questo secondo articolo, andremo a vedere più nel dettaglio tre segreti che sono stati svelati grazie al ritrovamento del gioco.

1) Il cambio di target di vendita

  Nel corso degli anni, nelle varie interviste, i creatori di Pokemon hanno sempre affermato che precedentemente il brand Pokemon aveva un diverso tipo di target: questo perché originariamente il gioco (che doveva chiamarsi Capsule Monsters) era indirizzato ad una fetta di mercato più grande di quella poi scelta dal marketing Nintendo.
In questa versione, i Capumon (nome dei protagonisti nel precedente concept) erano ottenibili da delle speciali macchine gashapon; inoltre le lotte tra di essi erano tali da coinvolgere anche fisicamente (e mortalmente) gli allenatori: allenatori che non per forza dovevano essere legati da amicizia con i propri compagni, ma che dovevano ammaestrarli grazie al proprio carisma ed a particolari oggetti.
Proprio a questo proposito, nei giochi di prima generazione sono presenti personaggi che utilizzano strumenti legati al discorso precedente, come le fruste.
Come detto, dando per assodato che quelle fruste siano una sorta di refusi della vecchia concezione del gioco, immaginando che lo sviluppo fosse già partito prima del cambio di direzione aziendale (poiché nella cartuccia sono presenti entrambi i loghi), si può concludere che i primi “destinatari” di questi prodotti dovettero essere un pubblico adolescenziale o post-adolescenziale, poi sacrificato in favore di un’età più bassa. 
 Ulteriore conferma si ottiene osservando la prima versione del protagonista, molto più adulto del Red (anche egli munito di frusta) che è arrivato fino ai giorni d’oggi. 

2) I due Blaine

  Questo è uno dei misteri più famosi della prima generazione di Pokemon. Chiunque avesse comprato il videogioco originale di Pokemon Rosso Blu e Verde, si è trovato al proprio interno un piccolo bignami con gli artwork dei capipalestra di Kanto.
La cosa che tutti prima o poi han notato è che l’artwork di Blaine (capopalestra dell’Isola Cannella) ha qualcosa di strano: esso è completamente dissimile dal front sprite di gioco. 
Molti hanno pensato ad un errore dello stesso, poiché nelle successive versioni di gioco (da Pokemon Giallo in poi), l’aspetto dell’anziano è stato sempre basato sul front sprite citato in precedenza, arrivando a noi come lo conosciamo.  
Questa spiegazione non ha mai convinto fino in fondo: gli artwork vengono spesso creati dopo aver realizzato almeno un concept art dei protagonisti di un dato gioco. Inoltre Blaine è una figura chiave nella storia della prima generazione: dal punto di vista canonico è stato lui a creare Mewtwo, partendo da delle cellule fossili di Mew; appare improbabile che Game Freak abbia commesso uno sbaglio così grossolano su un personaggio così importante. 
Oltre a ciò, non molti ricordano che il Blaine dell’artwork compare in altre due occasioni: in Pokemon Verde e Blu, nella visualizzazione legata alla mappa di gioco, e soprattutto nella prima stagione della serie animata (questo fatto spiegato in modo grossolano dagli addetti ai lavori, dicendo di aver usato soltanto l’artwork per disegnare l’episodio).
Analizzando la beta di Verde, si è avuta la conferma di quello che molti già avranno intuito: non c’è mai stato alcun tipo di errore dai realizzatori del primo disegno: il concept di Blaine è stato cambiato in corso d’opera, poiché in tale Rom è presente come prima versione del personaggio la versione poi scomparsa dal franchise. 
Sui motivi di questo cambiamento, invito tutti a vedere il video dell’ottimo Cydonia, dove spiega dettagliatamente i motivi che possono aver portato a questa drastica decisione. 

3) La vera identità dei Missingno

 Vogliamo concludere con questo ultimo mistero storico del mondo Pokemon: nei giochi Verde, Rosso e Blu è possibile (tramite un glitch) incontrare dei particolari Pokemon detti Missingno (Missing Number Pokemon). 
Come suggerisce il proprio nome, grazie al data mining effettuato sulle versioni finali dei giochi, si è già scoperto che questi esseri compaiono quando si va ad accedere ad uno slot di memoria relativo ad un index number privo di un pokemon associato.
Per farla breve possiamo paragonare l’incontro con un Missingno come ad una professoressa che interroga un alunno, avente un relativo numero nell’elenco della classe, ma che in quel frangente è assente. 
 Poiché questi numeri che hanno uno slot pokemon vuoto (assente, per l’appunto) non sono tutti alla fine dell’elenco (per cui si sarebbe potuto pensare a porzioni di memoria ausiliarie) o all’inizio (prove di sviluppo non riuscite), ma sono sparsi per tutto l’elenco dei Pokemon effettivamente presenti, per anni la comunità del PokeWeb si è interrogata su cosa deve aver costretto la casa di sviluppo a lasciare questi spazi vuoti nel gioco.
Analizzando la beta di verde, siamo venuti a conoscenza dell’esistenza di altri 39 pokemon (per un totale di 190) che erano in procinto di essere rilasciati in 1° generazione.
Le particolarità di questo insieme (invito anche qui, a guardare il video di Cydonia per osservarli nel dettaglio) sono sostanzialmente due.
La prima è che nonostante molti di essi fossero stati concepiti e sviluppati nel primo periodo di realizzazione del gioco (poiché hanno index numbers molto bassi), ovvero quella legata a Capumon, sono comunque “riusciti a sopravvivere” fino alle ultime fasi di sviluppo. La seconda è che nessuno di essi è riuscito poi ad essere inserito in alcuno dei giochi successivi.

Conclusioni

Ragionando anche sui concetti precedenti (cambio di aspetto di un personaggio importante, cambio di indirizzo di vendita del prodotto), tutto lascia pensare al fatto che Game Freak sia stata forzata a cancellare questi 39 esseri, magari per una direttiva strategica in fase di lancio, molto rapidamente e senza preavviso (si può pensare per ragioni di numerosità): questo ha portato gli sviluppatori a non “ripulire” del tutto il gioco finale, presentando ancora script di gioco dove ci sono collegamenti a tali Pokemon. 

Come dicono in molti, non posso che sottolineare l’ironia ed il romanticismo di questa faccenda: “Tramite i Missingno, coloro che sono stati scartati ad un passo dal traguardo sono riusciti in qualche modo a far sentite la loro essenza al videogiocatore”. 

 

Una risposta a “Pokemon Verde: una sensazionale scoperta – Tre segreti rivelati”

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