Wake up! It’s Meryl Streep Day!

Cosa si può dire di un’attrice candidata per ben 21 volte ai Premi Oscar, di cui 3 vinti e 31 candidature ai Golden Globe di cui 9 vinti; 2 Premi Bafta, 3 Emmy Awards e 2 David di Donatello? Cosa si può dire di una donna impegnata ogni giorno nella tutela dei diritti dell’essere umano e sempre attenta agli sviluppi politici contemporanei? Ebbene, si potrebbero dire tante cose che non basterebbe un singolo articolo per raccontare e rendere giustizia ad una straordinaria donna come Meryl Streep! Ci proviamo approfittando di questa giornata, 27 maggio, che dal 2004 è ormai conosciuta come “Meryl Streep Day”.

 Il Cacciatore a Kramer contro Kramer.

Meryl nasce il 22 giugno del 1949 a Summit, una cittadina dello stato del New Jersey. Frequenta la Bernards High School di Bernardsville dopo essersi trasferita lì con la famiglia ed inizia a prendere lezioni di canto e a partecipare a numerose rappresentazioni teatrali scolastica, sebbene poco interessata a quel mondo fino al 1969 quando recita in La signorina Julie al Vassar College. Dopo aver ricevuto nel 1971 il Bachelor of Arts con lode, si iscrive alla Yale Drama School ottenendo nel 1975 il Master of Fine Arts.

Gli anni Settanta segnano i suoi esordi: recita in numerose rappresentazioni teatrali, tra cui Misura per Misura accanto a Sam Waterston e John Cazale. Ed è proprio con quest’ultimo che reciterà nel suo secondo film che la porterà al successo (il suo primo film fu Giulia di Fred Zinnemann, 1977) Il Cacciatore, di Michael Cimmino e con Robert de Niro e Christopher Walken, film vincitore di 5 premi Oscar tra cui quello per miglior film nel 1979 e in cui ottenne la sua prima candidatura agli Academy Awards. Dopo aver recitato nelle miniserie Olocausto (ottenendo un Emmy Awards per miglior attrice protagonista) e dopo un periodo difficile della sua vita, in seguito alla morte precoce di John Cazale suo fidanzato per 2 anni, Meryl accetta il ruolo di Karen Traynor per il film La seduzione del potere e quello di Joanna Kramer per il film Kramer contro Kramer in cui recita al fianco di Dustin Hoffman e per il quale riceve il suo primo Oscar come miglior attrice non protagonista (1980) e una Golden Globe per la stessa categoria.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Verso il secondo Oscar e gli anni ’90.

Gli anni Ottanta sono per Meryl la scalata al successo: nel 1981 ottiene il primo ruolo come protagonista per il film La donna del tenente francese, in cui interpreta il ruolo di una donna profondamente segnata psicologicamente dopo essere stata abbandonata da un tenente francese e della sua nuova relazione con il paleontologo Charles, interpretato da Jeremy Irons. Film molto acclamato per l’ambientazione in età vittoriana. Il secondo Oscar arriva nel 1983, quando viene candidata per la categoria di miglior attrice grazie alla sua interpretazione in La scelta di Sophie, di Alan J. Pakula del 1982, film basato sulla storia di un’ex deportata polacca, ancora psicologicamente provata per  i momenti vissuti nel campo di concentramento di Auschwitz, e del suo rapporto con il marito Nathan e con l’aspirante scrittore Stingo. Due anni dopo è il tempo del film La mia Africa, insieme a Robert Redford. Nel film Meryl interpreta la scrittrice danese Karen Blixen e in cui si racconta la sua storia d’amore con il cacciatore Denys Finch Hatton.

Con l’inizio degli ultimi anni del millennio, Meryl inizia a concentrarsi sul genere della commedia, iniziando ad interpretare ruoli più “leggeri”: è il caso di Prossima Fermata il Paradiso e la Morte ti fa bella. Qualche anno dopo ritorna ad interpretare ruoli in film drammatici: Clara Trueba del Valle in La casa degli spiriti, di nuovo al fianco di Jeremy Irons e nel 1995 recita con Clint Eastwood per I ponti di Madison Country, un film che racconta la storia del fotografo National Geographic Robert Kincaid e della sua relazione con una donna italiana spostata, Francesca. L’anno successivo è impegnata nel ruolo di Lee Lacker per La stanza di Marvin, in cui viene affiancata da un giovanissimo Leonardo Di Caprio e da una straordinaria Diane Keaton e Robert De Niro.

Da Il ladro di orchidee a The Iron Lady

Il nuovo Millennio si apre con numerosi film di grande successo: si inizia con Il ladro di orchidee film diretto da Spike Jonze (2002), in cui Meryl interpreta la scrittrice e giornalista americana Susan Orlean; segue nel 2004 la sua interpretazione in The Manchurian Candidate, al fianco di Denzal Washington e in Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi con Jim Carrey. Il 2006 è l’anno della sua interpretazione Miranda Priestly la tirannica direttrice della rivista di moda Runway nel film con Anne Hathway Il diavolo veste Prada. Due anni dopo la vediamo impegnata con il musical Mamma mia! E sempre nel 2008 eccola che la vediamo indossare i panni di sorella Aloysius Beauvier nel film drammatico Il Dubbio, ambientato nel 1964 con tema casi di pedofilia da parte di un sacerdote (interpretato da Philip Seymour Hoffman, già premio Oscar per la sua interpretazione in Truman Capote – A sangue freddo).

The Iron Lady arriva nel 2010 e Meryl grazie alla sua straordinaria interpretazione del personaggio politico Margaret Thatcher ottiene il suo terzo Oscar come miglior attrice protagonista. Siamo alla sua diciassettesima nomination. Due anni dopo torna a collaborare con David Frankel, regista de Il diavolo veste Prada, per Il matrimonio che vorrei insieme a Tommy Lee Jones e Steve Carell. Seguiranno nel 2015 Dove eravamo rimasti e Suffragette in cui interpreta l’attivista e politica britannica Emmeline Pankhurst, e l’anno successivo la vediamo ancora una volta impegnata in un film biografico, Florence. La ventunesima nomination agli Oscar arriva nel 2017 grazie al film The Post insieme a Tom Hanks, basato sulla vicenda della pubblicazione di documenti top secret del dipartimento di difesa degli Stati Uniti nel 1971 sul New York Times e sul Washington Post.

Tra premi Oscar e Golden Globes, riconoscimenti teatrali, onorificenze (Medaglia presidenziale della libertà, 2014) e impegno sociale e politico, Meryl Streep è tra le personalità più importanti e di spicco del mondo del cinema. Una donna sempre pronta a mettersi in gioco nel difficile e controverso ambiente hollywoodiano.

“Più che femminista amo definirmi umanista;

perché amo, senza alcuna distinzione, l’intera umanità.”

Meryl Streep.

A cura di Mariana Palmentieri, la Libellula.

 

 

 

 

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