Game of Thrones 8: “and now my watch has ended”

Quest’articolo conterrà spoiler, quindi chi non ha ancora visto tutti gli episodi non prosegua nella lettura!

  Con l’episodio di domenica scorsa si conclude Game of Thrones, la serie tv basata sull’universo creato ne Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco da George R. R. Martin. Dopo otto stagioni, per un totale di settantatré episodi, la fortunata serie TV targata HBO volge al termine. 

  Una delle caratteristiche dell’inizio di stagione è stata la lentezza, visto che nei primi due episodi succede poco o nulla. Gran parte degli eventi è compressa negli ultimi quattro, quasi affrettandoli troppo. Sono state comunque risolte teorie e questioni in sospeso, tipo quelle di cui ho parlato in questo articolo

 

Una breve analisi degli episodi

     Winterfell, primo episodio, sembra essere usato come un collegamento necessario a riprendere quanto successo nella settima stagione, trasmessa due anni prima. In esso, il fatto che Sam riferisca a Jon quanto sa sulle sue origini è l’unica novità significativa; il resto degli eventi mostrati sono un naturale completamento di sottotrame iniziate nella precedente stagione.

 

  A Knight of the Seven Kingdoms, secondo episodio, può essere sintetizzato parafrasando una nota canzone di Antonello Venditti: notte prima degli Estranei”. Gli unici eventi degni di nota sono la notte di passione tra Arya e Gendry, la nomina a Cavaliere dei Sette Regni di Brienne per mano di (no pun intended!) Jaime e la rivelazione che Jon fa a Daenerys riguardo le sue vere origini.

  Il terzo episodio, The Long Night, è quello della battaglia per Grande Inverno contro gli Estranei. In questa puntata molto confusionaria e oscura, sono molti i caduti illustri, come Jorah e Lyanna Mormont, Theon Greyjoy, Edd l’Addolorato, Beric Dondarrion e Melisandre. Anche lo stesso Night King muore, pugnalato da Arya Stark, con quella stessa daga con cui un assassino mandato dai Lannister aveva cercato di uccidere Bran “anni prima / nella prima stagione / quando l’inverno era ancora lontano / quando la vita era più facile e si potevano mangiare anche le fragole”.

  In The Last of the Starks, quarto episodio, l’esercito del Nord festeggia per la vittoria. Gendry viene elevato dal suo status di bastardo a quello di Lord di Capo Tempesta e legittimo erede dei Baratheon. In seguito, Daenerys spinge per partire subito per Approdo del Re, Sansa le consiglia invece di attendere qualche giorno per lasciare che gli uomini si riprendano ma Daenerys la accusa di non voler rispettare l’accordo. Jon interviene, manifestando tutto il suo essere zerbino della Madre dei Draghi, a sostegno di quest’ultima. Dunque, Arya e Sansa sono informate dell’identità dei genitori di Jon e Sansa ne parla a Tyrion, che ne informa Varys. Missandei viene fatta prigioniera da Euron Greyjoy in un’imboscata, nella quale viene ucciso Rhaegal. Daenerys assiste al fallimento delle trattative per la pace e alla decapitazione di Missandei, che lascia anche Verme Grigio sconvolto.

  Nel quinto episodio, The Bells, l’evento caratterizzante è la battaglia per Approdo del Re. Daenerys elimina le balliste e, nonostante avesse acconsentito a fermare l’attacco al rintocco delle campane, simbolo della resa, ordina a Drogon di bruciare la città, accecata dalla follia. Anche in questa puntata, molti personaggi importanti muoiono, da Varys, ai gemelli Lannincest…ehm Lannister, Euron Greyjoy, Qyburn, e i fratelli Clegane. Alla fine dell’episodio vediamo una Approdo del Re praticamente distrutta.

La stagione finisce con il sesto episodio, The Iron Throne, in qualche senso risolutivo. Daenerys comincia a condannare a morte tutti coloro che hanno combattuto per Cersei, anche se si sono arresi. Tyrion dà le dimissioni dal ruolo di Primo Cavaliere e la Targaryen lo accusa di tradimento. In seguito, l’unico Lannister sopravvissuto cerca di convincere Jon a uccidere Daenerys. Inizialmente riluttante, in seguito capisce che è l’unico modo per salvare i Sette Regni. Il processo contro Tyrion diventa un concilio per eleggere il nuovo sovrano e tutti i presenti acclamano Bran Stark come Re dei Sei Regni, in quanto Sansa Stark sceglie di non inchinarsi al suo stesso fratello, lasciando il Nord indipendente, e di diventare Queen in the North (insomma, in tutto questo voleva essere regina lei, altro che Jon). Nel corso di questo dibattito, Jon viene obbligato a rientrare nei Guardiani della Notte come miglior compromesso: Sansa lo vorrebbe libero, ma Verme Grigio lo vorrebbe morto.

Le teorie vere e le profezie giuste

  Sam conferma la teoria secondo la quale sarebbe stato lui a scrivere le Cronache, il che è un espediente narrativo di alto livello. La profezia su Cersei anche, in quanto effettivamente viene spodestata da un’altra regina “più bella e più giovane” mentre “le mani attorno alla sua pallida gola bianca” previste dalla profezia di Maggy la Rana si rivelano essere quelle di Jaime, impegnate non in una stretta di morte ma in un ultimo abbraccio, prima di morire insieme con il crollo della Fortezza Rossa.

Difetti

  Aldilà dei (non nuovi) problemi di sicurezza dell’HBO con la minaccia dei leak, la stagione ha ravvisato due tipi di difetti, alcuni legati alla messa in scena, come la spada di true valyrian rubber di Jon Snow nella battaglia dei Bastardi. Un paio di esempi? Nell’ultimo episodio Verme Grigio mostra un gonfiore che, in quanto Immacolato, non dovrebbe avere. Nel penultimo episodio, quando Jaime abbraccia Cersei, è visibile la vera mano destra (quella sostituita con la mano d’oro). Infine, sono anche stati avvistati bicchieri di Starbucks e bottigliette d’acqua sparse in giro in varie still.

  Altri difetti, secondo me, sono presenti nella sceneggiatura: non è stato tenuto conto di alcune profezie, alcuni personaggi mostrano un cambio di carattere e di pensiero troppo repentino o incoerenze evidenti con il loro background; il terzo episodio difetta di strategia militare e negli ultimi quattro episodi la trama sembra troppo accelerata. Ciò ha portato numerosi fan ad avviare una petizione per chiedere la riscrittura dell’ottava stagione da sceneggiatori competenti.

  A me la stagione non è dispiaciuta, comunque, in quanto già dalla quinta era visibile un calo complessivo di qualità. Il finale ha avuto degli elementi scontati (come la distruzione del Trono di Spade e l’indipendenza del Nord) e altri sorprendenti (Bran sul trono, Daenerys come vera nemica e Jon di nuovo alla Barriera).

  Spero solo che Martin scelga di non mantenere lo stesso finale, se non altro perché costituirebbe un notevole rischio editoriale, in quanto sarebbe già stato raccontato per altre vie e quindi in pochi comprerebbero i libri. A tale proposito, sul suo sito, il 20 maggio ha riportato una dichiarazione alquanto contraddittoria – che riporto in traduzione – “E scrivo. L’inverno sta arrivando, ve lo dissi, tempo fa… e così è. THE WINDS OF WINTER è molto in ritardo, lo so, lo so, ma sarà fatto. Non dirò quando, ci ho già provato in passato solo per deludere tutti voi e farmi tirare accidenti… ma lo finirò, e in seguito ci sarà A DREAM OF SPRING. Come finirà? – sento le persone chiedere – Lo stesso finale della serie? Diverso? Beh… sì. E no. E sì. E no. E sì. E no. E sì.”. Nel caso in cui decidesse di arrivare alle stesse risoluzioni, spero solo che la trama sia sufficientemente motivata, senza incongruenze o buchi narrativi.

  Ma, dopotutto, avrà veramente intenzione di finirli? “ When winter comes, can Spring be far behind?”

A cura di Marco Ravenna, il Pesce Chirurgo

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