Workin’ Moms – la dura vita delle mamme lavoratrici

  La seconda domenica di maggio si festeggia la Festa della Mamma, iniziativa di origine americana e celebrata in Italia per la prima volta nel 1957. Noi della redazione vogliamo celebrare questa giornata di festa parlandovi di una serie televisiva canadese da poco uscita in Italia: Workin’ Moms (2017)

  Ambientata a Toronto, la serie ha come protagoniste Kate Foster (Catherine Reitman, creatrice della serie), Jenny Matthews (Jessalyn Wanlim), Anne Carlson (Dani Kind) e Frankie Coyne (Juno Rinaldi), che rappresentano un gruppo di amiche alle prese con le sfide dell’essere madri lavoratrici. Durante la serie vediamo le neo mamme alle prese con il rientro al lavoro dopo il parto, la ricostruzione del rapporto di intimità col proprio partner (o con sé stesse) e della vita familiare. 

Le mamme protagoniste della serie con i loro pargoli.

  Ognuna delle protagoniste rappresenta una categoria ben definita: spaziamo dalla donna in carriera, Kate, messa di fronte al dover scegliere tra passare più tempo col figlio o a prendere parte ad un progetto di lavoro e la libera professionista, Anne, che deve fare i conti con le spese del nuovo arrivato e la scelta di una babysitter adeguata a tenere a bada anche l’altra figlia, Alice. 

  Nel corso delle vicende vissute in particolare da Frankie, la quale inizia a soffrire della depressione post-parto, entra in campo il metodo di Marie Kondo attraverso il libro Il magico potere del riordino, utilizzato come base per riordinare i propri spazi ed eseguire una vera e propria catarsi materiale ed emotiva, su cui gettare le basi per una nuova vita. 

  Nonostante il taglio comico del programma, non mancano momenti di riflessione e spazi per denunciare apertamente alcune situazioni di disagio che possono essere vissute dalle neo mamme che decidono comunque di ritornare al proprio lavoro. Nel corso della serie esse entrano in contatto con un gruppo di mamme casalinghe, le quali si ritrovano, seppur involontariamente, a criticare le scelte delle loro coetanee. 

  Un altro tema in cui veniamo trasportati è quello della possibilità di interrompere una gravidanza, trattato con estrema delicatezza sia dal punto di vista emotivo della donna, che da quello collettivo della coppia in quanto tale. In una selezione di pro e contro dell’avere un altro figlio oppure no, vengono messi in luce aspetti che spesso si tendono a sottovalutare o che non vengono minimamente considerati. 

  Workin’ Moms si presenta quindi come una serie spogliata di qualsiasi tabù, mostrando la verità con disincanto, senza rivestire la maternità con un velo di perfezione e sugello del rapporto di coppia, ma rivelandola per quello che è davvero e in cosa può trasformarsi, facendoci sentire comprese e abbracciate. L’estetica non è più quella di un film hollywoodiano, che ci appare finto anche quando vuole passare per autentico, ma quella di una serie outsider, con un linguaggio nuovo che prende spunti da una realtà autentica e connettendo alla maternità sentimenti che spesso rinneghiamo, come la rabbia, la delusione, la noia e la tristezza, normalizzandoli. 

A cura di Silvia Bertolin, il Leopardo

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