Energia furiosa: l’arte di Tintoretto.

Tintoretto, al secolo Jacopo Robusti, è forse uno dei percussori dell’arte Barocca. Nato tra settembre e ottobre del 1518 (sebbene alcuni critici collocano la sua nascita nel 1519, tra aprile e maggio), lo scorso anno si sono celebrati i 500 anni dalla sua nascita con mostre ed eventi organizzati in tutta Italia e nel febbraio del 2019 vediamo l’uscita di un film a lui dedicato dal titolo “Tintoretto: un ribelle a Venezia”. L’arte del maestro veneziano porterà ad un rinnovamento della “pura bellezza di forme e colori” di stampo tizianesco prediligendo, nelle sue opere, forme e colori che esprimessero la “drammaticità” del tema e del soggetto raffigurato. Tintoretto forma il suo stile guardando l’arte di Raffaello, Michelangelo, Giulio Romano e Tiziano ed esordisce con la prima commissione voluta dal nobile Vettor Pisani, nobile veneziano che fa realizzare al giovane Tintoretto 16 tavole incentrate sul tema delle Metamorfosi di Ovidio per il suo palazzo in San Paternian. Le tavole, datate al 1541, saranno poi vendute dagli eredi Pisani al duca Francesco d’Este, dunque trasferite al Palazzo Ducale di Modena. Particolarità di queste tavole, oltre alla forma ottagonale, è il senso di drammaticità visibile nei soggetti raffigurati, dai corpi ben definiti alla maniera di Michelangelo e Giulio Romano.

 

Il successo arriva nel 1547 quando Tintoretto fu chiamato per i lavori della Scuola Grande di San Marco, per la quale realizza diverse tele: la prima tela ha per tema il Miracolo di San Marco che si presenta con una gamma cromatica molto vivace e con una forte luminosità, elementi che insieme alle architetture sullo sfondo contribuiscono alla definizione dello spazio; la seconda tela ha per tema il miracolo di San Marco che salva un saraceno da un naufragio, una tela che si presenta anch’essa con una gamma cromatica piuttosto variegata, composta da un azzurro brillante, giallo oro e rosso. Trafugamento del corpo di San Marco si presenta invece con una concezione più drammatica, definita anche dalla scelta dei colori: la scena si presenta con un primo piano del muscoloso corpo del Santo, sorretto da quattro figure maschili in posizione orizzontale. La scena è arricchita da una serie di porticati che si stagliano fino all’architettura sul fondo, che sembra essere una chiesa. Le tonalità sono più scure, con un cielo caratterizzato da una grande nube nera e tonalità rossastre. L’ultima tela è invece quella del Ritrovamento del corpo di San Marco, dove ancora una volta notiamo una rappresentazione di corpi muscolosi (nella figura del Santo in primo piano a sinistra) e contrasti di luci e ombre, di primi piani e sfondi.

Miracolo di San Marco
San Marco che salva un saraceno da un naufragio

 

 

 

 

 

 

 

 

Trafugamento del corpo di San Marco
Ritrovamento del corpo di San Marco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tintoretto ha abbandonato la gamma cromatica pastosa di Giorgione e Tiziano, come mostra anche la tela del San Giorgio e il drago datata al 1555 – 1558. Toni spezzati e luce irreale accentuano la drammaticità e la commozione, elementi poco riscontrabili nelle opere di Tiziano, ad esempio ( Gombrich, 1950). Tintoretto è un rinnovatore del manierismo, un artista che voleva accendere una nuova “luce” nella pittura manierista veneta e non, tentando di rappresentare leggende e miti del passato con una nuova visione che sarà poi eseguita con l’avvento del Barocco.

A cura di Mariana Palmentieri, la Libellula.

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