L’ora più bella della vostra infanzia.

Se vi dovessero chiedere quale sia l’ora più bella della vostra infanzia? Sareste in grado di rispondere?

Il motivo di questa riflessione è relativo a qualcosa che mi è venuto in mente proprio ieri mattina. 

Ieri ero in un paesino (Pitigliano) per una gita fuori porta: mentre passavo nei vicoli del paese la parte nostalgica che è in me è tornata in superficie ed è venuta a bussare.
“Annusando” gli odori che provenivano dalle finestre di questo antico borgo, ho rivissuto delle sensazioni della mia infanzia che avevo in qualche modo dimenticato (i famosi cassetti della memoria) e che il solo ricordarle mi fa venire la pelle d’oca.
Il motivo di tale magone non so se è dovuto al mio essere così irrimediabilmente nostalgico,oppure al fatto di avere la consapevolezza che la purezza di tali situazioni mi sia ormai preclusa; sta di fatto che, una volta riordinate le idee, ho voluto estendere questo pensiero a tutti voi, invitandovi in un certo qual modo a contribuire, almeno per una riflessione interiore.

Seconda metà degli anni ’90. Ore 11.00 di una domenica mattina qualsiasi: esco dalla chiesa del mio paesino (dove, credeteci o no, ero abbastanza osservante) e si va in giro con tutti i miei amici coetanei.


Che ci crediate o no, esistevano veramente quei mega-gruppi di ragazzi tutti della stessa età, che usciti da chiesa o scuola, si aspettavano l’un l’altro finché, al gran completo, non si decidesse cosa fare e non fare. Giochiamo a calcio nei vicoli, a nascondino, oppure a Tedesca (spero sappiate di cosa parlo) e mentre giochiamo, dalle case adiacenti ai vicoli e alle piazze, escono odori e i sapori tipici; tutti derivanti da coloro i quali stanno cucinando il pranzo domenicale (che, in un paesino come il mio ed in quel periodo, era ancora una consuetudine).
Il tutto fino alle 12.00 dove anche il sottoscritto andava dalla propria nonna per il consueto pranzo, fatto di amore e risate.

Ecco se dovessero chiedermi, quale fosse la mia ora preferita dei miei primi anni di vita, direi le 11.00-12.00 della domenica mattina: non vi erano i cellulari e l’unico momento in cui sicuramente potevi incontrare tutti i tuoi amici era dopo la funzione domenicale, e quegli odori (uniti all’attesa del trovare la famiglia unita dalla nonna) sono un qualcosa che chi è nato come me in provincia, non potrà mai dimenticare.

E voi? Vi chiedo di pensare ad una vostra ora: un momento della vostra infanzia che rimpiangete così tanto da farvi mancare il respiro.

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