Cinque artisti che hanno cambiato la propria carriera per inseguire il successo

Ci sono artisti che al giorno d’oggi riescono a trovare il successo (o per lo meno la notorietà) con una facilità estrema.  
Questo è possibile soprattutto per due fattori: i gusti musicali sono mutati al punto da non essere necessariamente un cantante con tecnica notevole e/o con le spalle coperte, come ad esempio coloro che sono prodotti da una major, per avere gradimento (basti pensare all’Indie o alla Trap); l’avvento di internet e di piattaforme specializzate come Spotify hanno permesso a chiunque abbia un minimo di iniziativa di poter far sentire la propria musica. 
In passato la situazione non era così favorevole: molti artisti hanno dovuto sperimentare prima di aver trovato la propria identità e, nei casi più estremi, hanno dovuto cambiare completamente il proprio percorso artistico. 
Se qualcuno di voi stesse pensando a cantanti di second’ordine, gli esempi seguenti potranno risultarvi sorprendenti. 

1) Jovanotti – Gino Latino

Tutti noi conosciamo Jovanotti: un artista di fama internazionale che ancora oggi riempie stadi e palazzetti con le sue canzoni. 
In pochi, però, ricordano che agli inizi della sua carriera (fine anni ’80), quando questa era legata in modo completo a Radio Deejay (faceva parte della famosa “scuderia” di Claudio Cecchetto), la sua musica era basata più su sonorità dance: infatti, con il nome di Gino Latino, aveva inciso dei singoli appartenenti al genere  Italodisco
Qui di seguito uno dei suoi successi: 

2) Zero Assoluto – Zero Assoluto (rap)

 A metà anni 2000 inizia ad avere un rimarcabile successo un duo di cantanti romani chiamati Zero Assoluto: brani come Semplicemente, Svegliarsi la mattina e Per dimenticare sono diventati dei successi a livello di classifica e di passaggi radiofonici. 
Quello che molti non sanno, soprattutto chi non si è addentrato nella nicchia dell’underground romano, è il fatto che agli albori della loro storia artistica la coppia fosse orientata, più che alla musica pop radiofonica, a una vera e propria sonorità Rap. 
Memorabile il loro singolo Ultimo capodanno (citazione a un film culto di Marco Risi), con la partecipazione di Francesco Totti. 

3) Caparezza – Miki Mix 

 Discorso simile ai precedenti: Michele Salvemini, in arte Caparezza, ha iniziato nei primi anni 2000 a ottenere un successo strepitoso con la musica innovativa e con rime e testi talmente incisivi da rimanere nell’immaginario collettivo. 
In realtà, il buon Michele aveva già provato la carriera musicale. Con il nome d’arte MikiMix iniziò a produrre brani di tipo melodico, ben diversi da quelli che lo portarono alla ribalta nel decennio successivo. 
Con l’ironia che lo contraddistingue, Caparezza definisce quel periodo nel seguente modo: “Egli fu Mikimix, cantante insignificante, dal cui autodisgusto nacque il sé stesso odierno

4) 883 – IPop 

 Discorso diverso dai precedenti va fatto, invece, per questa storica band. Il gruppo di Pavia, composto (nella sua prima formazione) da Max Pezzali e Mauro Repetto, provò a sfondare già anni prima del famigerato album Hanno ucciso l’uomo ragno
Nel 1989, infatti, con il nome i Pop, hanno partecipato al programma 1, 2, 3 Jovanotti: la coppia presentava un repertorio di canzoni in lingua inglese e con sonorità rap e hip-hop. 
La differenza dai tre casi precedenti è data dalla vera e propria goliardia del tentativo del duo pavese. Questa partecipazione ha però dato risultati a lungo termine: nonostante in quell’occasione non fossero riusciti a impressionare dal punto di vista musicale, Claudio Cecchetto intuì il potenziale dei due ragazzi, contribuendo alla “trasformazione” degli stessi negli 883. 

5) Alexia 

Il caso di Alexia (in arte Alessia Aquilani, nata a La Spezia nel 1967), se vogliamo, è ancora diverso: infatti, nella sua carriera decennale ha sì attraversato diverse “vite” musicali, ma, contrariamente ai casi precedenti, ha ottenuto successo in ciascuna di esse. 
In particolare, si può dividere la carriera dell’artista in due filoni principali: il periodo Eurodance negli anni ‘90 e quello Pop-Dance nel decennio successivo. 
Al primo fanno riferimento sia gli anni in cui l’artista era vocalist del gruppo ICE-MC sia quelli da solista; al secondo, invece, possiamo attribuire gli anni sanremesi e in generale tutti gli anni 2000. 
Tra i successi della prima fase possiamo annoverare successi storici come The Summer is Crazy, Think About the WayGoodbyeThe Music I Like; nella fase successiva invece possiamo annoverare brani come Dimmi come e Per dire di no

 

 

A cura di Alessandro Gagliarducci, l’Elefante.

Lascia un commento