Telomeri e Gentilezza: quando l’altruismo può migliorare la vita.

Stato dell’arte

Negli ultimi decenni, l’essere umano ha sempre cercato un modo per allungare la propria aspettativa di vita. I Telomeri sono porzioni di DNA che hanno la proprietà di essere strettamente collegati all’invecchiamento del corpo: proprio per tale ragione, si sta cercando un metodo efficace per preservarne lo stato, al fine di ritardare il deterioramento cellulare.

Come appena detto, i Telomeri sono piccolissime sezioni di DNA (in particolare, la sezione terminale di ogni braccio cromosomico) aventi funzione di limitazione e protezione di segmenti dello stesso, al fine di preservarne lo stato di salute. Gli studiosi li paragonano infatti ai rivestimenti di plastica che si trovano in fondo ai lacci per vestire che siamo soliti usare nella vita di tutti i giorni: proprio come tali elementi proteggono il laccio, essi proteggono il DNA.

Da quello che abbiamo appena enunciato, sembrerebbe che i telomeri abbiano più una funzione di protezione del nostro genoma rispetto a quella di prevenzione di un fenomeno come l’invecchiamento, che è un qualcosa che interessa tutto il corpo e che sembra andare oltre le proprietà intrinseche della genetica umana.

 

Funzionamento

In realtà, entrambe le assunzioni risultano esatte. Quello che stiamo dicendo è infatti legato al processo di rigenerazione cellulare: senza voler entrare nel tecnicismo, ogni qual volta che le nostre cellule (e di conseguenza, i nostri organi\apparati) si rinnovano, avviene una divisione cellulare. Tale processo però è tale che le cellule “figlie” abbiano dei telomeri di lunghezza minore rispetto a quelli della cellula originale.
È facile capire che, con il passare del tempo, questo processo porta all’esaurimento di tale porzione di bracci cromosomici: una volta che essa si estingue, si inizia inesorabilmente a invecchiare, poiché le cellule non saranno più in grado di riprodursi.

Inutile dire che, poiché è possibile identificare lo stato di salute dei telomeri come una sorta di “rilevatore di vecchiaia” del nostro corpo, e poiché senza di essi una cellula non è in grado di riprodursi, si è cominciato a pensare a come poterne preservare l’esistenza all’interno delle nostre cellule (alimentazione, cure staminali, somministrazione di vari enzimi, etc.).

Telomeri e Gentilezza

A questo punto vi starete chiedendo: cosa c’entra il concetto di Gentilezza?
È presto detto. Avete mai sentito parlare del Karma? Avete mai avuto qualcuno che vi ammoniva come fosse Fra Cristoforo dei Promessi Sposi, ricordandovi che “vivendo nel bene, il bene vi tornerà?”
Sembrerebbe che dietro a tutti questi discorsi ci sia un minimo di verità, ma andiamo con ordine. Vi sono alcuni addetti ai lavori che, abbandonando le soluzioni tecniche o prettamente scientifiche, hanno rivolto la propria ricerca verso elementi di tipo sociologico e ambientale, verso quella che chiamano “Biologia della Gentilezza”.

Basandosi su studi empirici, si stanno avendo sempre più riscontri rispetto al fatto che avere uno stile di vita sano ed equilibrato possa aiutare a preservare i telomeri del nostro organismo.
In generale, sembrerebbe che permettere al nostro cervello di mandare impulsi positivi all’organismo riesca in qualche modo a rallentare il processo di accorciamento di questi elementi.
E non si parla soltanto di cose che potremmo definire “tangibili e\o schedulabili” nella giornata di una persona, come il praticare sport, la meditazione, il rilassarsi e le interazioni sociali, ma anche di cose che devono convintamente arrivare dal profondo del nostro essere.
Occorre che la nostra forma mentis sia focalizzata verso gli altri, sia dal punto di vista del comportamento (gentilezza e buone maniere), sia dal punto di vista del sentimento (altruismo e sincera empatia verso il prossimo).

 

Conclusione

Così descrive il tutto in varie interviste Immacolata De Vivo, una delle massime esperte nel settore: “L’impatto positivo della gentilezza e dell’altruismo sulle molecole del nostro Dna. E’ stato dimostrato che la meditazione, in particolare, protegge i telomeri e la salute… E’ scientifico: focalizzarsi sul benessere degli altri aiuta la nostra salute. Perdonare aiuta la longevità, non solo la psiche o la coscienza. Non sono più supposizioni… possiamo rallentare l’accorciamento e allungare la vita. Fumo, cattiva alimentazione e stress accorciano i telomeri. Dieta mediterranea, attività fisica e quella che io chiamo “Biology of kindness”(l’impatto positivo della gentilezza e dell’altruismo sulle molecole del nostro Dna) rallentano l’accorciamento”.

Si vuole concludere riportando sì una cosa ovvia ma che è sempre opportuno precisare: come non mancano mai di ricordare gli addetti ai lavori, non ci stiamo minimamente avvicinando ad una sorta di siero dell’immortalità. Prolungare l’efficienza nel riprodursi di una cellula o di più cellule (come ad esempio un organo) non significa prolungare la longevità di un organismo: immortalità cellulare non è sinonimo di immortalità dell’uomo.

Alessandro Gagliarducci,
collaboratore

Lascia un commento