Pokémon Spada e Scudo: due parole sul trailer

  Eccoci qui. Dopo mesi di attesa finalmente ci ritroviamo con il primo trailer dei nuovi capitoli principali di Pokémon, Pokémon Spada e Pokémon Scudo. Al di là dell’insensato sensazionalismo praticato da molte testate di “critica” videoludica (secondo le quali l’annuncio di questo gioco avrebbe comportato una sua pubblicazione in tempi brevissimi), l’uscita di questo titolo è stata programmata per la fine del 2019, come precedentemente annunciato (si può pensare a novembre, come fu per Pokémon Sole e Luna e relative riedizioni).

  Partiamo col fare chiarezza. All’E3 del 2017 erano stati annunciati due titoli Pokémon per Nintendo Switch. Il primo sarebbe stato un titolo diverso dal solito, da non considerarsi uno spin-off ma neanche un capitolo della serie principale (schizofrenia dovuta palesemente all’incertezza di come sarebbe stato ricevuto), ossia Pokemon Let’s Go, Pikachu! e Pokemon Let’s Go, Eevee!; il secondo è stato presentato come un core RPG game, sullo stile dei precedenti Pokémon Sole e Luna, ma che era ancora ben al di là dal venir mostrato. Ora, dopo quasi due anni, Pokémon Spada e Scudo fa il suo debutto con il suo primo trailer.

  Il gioco si presenta sia come la conferma dei nuovi canoni stilistici introdotti con Pokémon X e Y sia come una piccola grande delusione. Per la prima volta ci troviamo davanti a un capitolo principale portato su console, ma che sembra sfruttarne poco le potenzialità. Doveroso disclaimer: si tratta di un trailer, non del gioco finale. Il footage mostrato potrebbe probabilmente cambiare, e anche molto. Tuttavia possiamo parlare di un paio di aspetti con relativa certezza.

  Il primo tra tutti è la telecamera. Molti si aspettavano che data la potenza hardware di Switch, il nuovo gioco Pokémon avrebbe presentato una telecamera libera gestibile con l’analogico sinistro del controller. Invece, dalle immagini mostrate appare palese il mantenimento del vecchio sistema a inquadrature fisse e dinamiche, ossia che “seguono” il protagonista in alcuni suoi movimenti, ruotando solo in determinate occasioni (“scriptate”, che dipendono dalla programmazione di eventi trigger). Un po’ una delusione, poiché sembra una limitazione nata non per questioni tecniche ma come scelta di game design: è stata determinata dalla paura di innovare neanche poi troppo radicalmente la saga? Oppure nasce dalla pigrizia?

  Un altro aspetto deludente si vede dal confronto impietoso con Pokemon Let’s Go, il titolo subito precedente. Dal trailer è evidente come nell’overworld, il “mondo di gioco” che comprende tutte le situazioni eccetto la modalità battaglia, non siano presenti né gli incontri con Pokémon fisicamente presenti nella mappa (ma solo tramite il sistema degli incontri casuali nell’erba alta) né i Pokémon della propria squadra che seguano l’allenatore protagonista. Escludendo la prima funzione, la cui assenza può essere giustificabile se si pensa che sia uno sconvolgimento non indifferente della meccanica principe del gioco, la mancanza di Pokémon che seguano il protagonista è completamente ingiustificata. Non reggono argomentazioni riguardanti lo spazio di memoria o le prestazioni dell’hardware: si tratta di una mancanza inspiegabile visto che persino nel titolo precedente era presente (se non vogliamo ritornare al caso di Pokémon HeartGold e SoulSilver, remake di Oro e Argento, per Nintendo DS ancora in 2D che presentavano gli sprite animati di tutti i 492 Pokémon usciti fino ad allora, con rispettive recolor se consideriamo anche la loro versione cromatica).

  D’altro canto, un aspetto lodevole del nuovo titolo sembra essere la cura dei dettagli nella qualità grafica, notevolmente migliore di qualsiasi capitolo precedente. Posto che negli ultimi anni la saga di Pokémon punta molto sull’immersività delle sue ambientazioni, la presentazione della nuova regione nel trailer è stata indubbiamente avvincente. Inoltre, il design dei tre Pokémon iniziali fa ben sperare sulla qualità del design di questa generazione, sempre sperando di non ritrovarci altri gelati o portachiavi per le mani.

  Detto questo, per come sono stati presentati Pokémon Spada e Scudo non sembrano essere nulla di rivoluzionario, quanto invece un timido passo in avanti nella direzione già tracciata dai due capitoli precedenti. Speriamo che la GameFreak sappia sfruttare ancor di più le potenzialità offerte dalla console Nintendo, e rimaniamo in attesa dei prossimi trailer!

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