La Primavera dei Vampire Weekend

Questo 2019 di sorprese ne ha già mostrate parecchie nel palcoscenico musicale: Gerard Way che oltre a disegnare fumetti ha deciso pure di ritornare a cantare, l’inaspettato comeback dei Raconteurs di Jack White, e in Italia i Pinguini Tattici Nucleari che finalmente presentano il loro nuovo album con il pezzo “Verdura”. Il nome di cui però oggi si parlerà, risulterà forse meno conosciuto, ma in ogni caso altrettanto meritevole di un articolo. Sono una band americana, più indie e alternativa che mai, composta da quattro damerini direttamente dal college della Columbia University. Sono i Vampire Weekend.

La sobrietà.

 La band, capitanata da Ezra Koenig, ha presentato a fine gennaio scorso il loro prossimo album, in uscita questa Primavera, chiamato Father of the Bride. “Harmony Hall” e “2021” i primi singoli estratti dal disco. I due brani, ben ricevuti da pubblico e critica, sono riusciti finalmente a placare l’astinenza di moltissimi fan del gruppo, assente dalla scena da ben 6 anni. 

  Perché dunque così tanto tempo in silenzio? Sicuramente l’abbandono da parte di uno dei membri più significativi, il polistrumentista Rostam Batmanglij, potrebbe aver influito, ma è più probabile che semplicemente per i Vampiri fosse necessario un po’ di meritato riposo. D’altronde, dal loro eponimo album di esordio del 2008, per poi passare per il pluri-acclamato Contra (2010), fino ad arrivare al terzo lavoro Modern Vampires of the City (2013), non hanno avuto praticamente neanchè un minuto per riprendere fiato. Koenig e compagni, pur mantenendo la loro classica “gimmick” dei ragazzetti universitari un po’ viziatelli, sono sempre stati in realtà dei lavoratori instancabili, e questo ascoltando la loro musica si percepisce in modo evidente.

Nel videoclip per “Mansard Roof”, la band si rilassa e strimpella la canzone a bordo di una barca a vela…

  È l’eleganza a contraddistinguere da sempre lo stile dei Vampire Weekend (lo strano nome deriva dal titolo di un film amatoriale girato dallo stesso leader della band tra l’altro). Arpeggi complessi, sintetizzatori e tastiere accompagnano la voce limpida e fanciullesca di Koenig. Basta ascoltare uno dei loro più grandi successi: “Oxford Comma”, per avere un’idea più chiara sul loro sound così particolare. I Vampire però non mostrano solo il lato fine e ricercato della loro vita da giovani studenti del college, ma anche quello più stravagante, folle ed eccentrico: “Diane Young” (il gioco di parole nel titolo della canzone è fin troppo esauriente) e “Cousins” sono fra gli esempi migliori di questo. Anche nei loro momenti più caotici e pieni di energia, va detto però che i Vampire Weekend non sono mai particolarmente aggressivi: è come se persino quando c’è da scatenarsi, cerchino comunque di mantenere un certo livello di charme e raffinatezza.

“Yaaaa heyy”

  Ciò risulta più vero che mai in queste ultime due canzoni presentate per il nuovo disco. “2021” è più una sorta di intermezzo musicale, che una canzone effettiva. Poco più di un minuto e mezzo di breve ballata che riprende un sample della composizione “Watering a Flower” (“花に水”) del musicista giapponese Haruomi Hosono e lo arricchisce con chitarre e soprattutto con la voce timida e flebile di Koenig. Menzione speciale anche per il “BOI!” ripetuto in modo armonioso di tanto in tanto nella canzone. Un piccolo tocco che colora un po’ la breve traccia rendendola più vivace.

  “Harmony Hall” è il vero gioiello però. Cinque minuti che riassumono perfettamente tutto ciò che c’è da apprezzare di questa band.  Un arpeggio apre il pezzo e subito siamo trasportati in un paesaggio idilliaco, un Eden di verde e tranquillità. Sembra davvero che sia arrivata la Primavera, con il suo vento fresco e la sua atmosfera di calma. Il sogno viene però spezzato dal tono tutt’altro che rasserenato di Koenig, che nel ritornello ripete il mantra della canzone: “I don’t wanna live like this, but I don’t wanna die!”. È evidente che il tema della stagione primaverile sia una colonna portante della canzone, e anzi a giudicare dai titoli del resto dei brani, tra cui spiccano “Flower Moon” e “Sunflower”, sarà proprio questo il tema principale attorno a cui ruoterà l’intero album. Pare inoltre che sotto molti aspetti Koenig si sia ispirato all’artista country Kacey Musgraves, stella nascente del panorama musicale americano e vincitrice di recente del Grammy Award per l’album dell’anno, con il suo lavoro Golden Hour (2018).

  Dovremmo quindi forse aspettarci un tono più leggero e pacato del solito per questo nuovo disco dei Vampiri? Qualcosa che ci farà quasi “sentirela Primavera attraverso la musica? È probabile, e dato il livello di qualità a cui il gruppo ci ha abituato finora, siamo certi che ci troveremo davanti a qualcosa di più unico che raro!

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