Viaggi nel tempo e Telefilm: cinque Serie TV da vedere

  Raggiunto il massimo splendore con la trilogia di Ritorno al Futuro, l’utilizzo del viaggio nel tempo sta rivivendo una riscoperta, anche grazie a diversi serial che lo utilizzano come parte integrante delle proprie trame. 

  L’artifizio narrativo dei viaggi nel tempo è un qualcosa che è sempre stato presente da quando la fantascienza ha iniziato a prendere piede come elemento da inserire nelle proprie opere; tuttavia, dopo un periodo di apparente accantonamento, negli ultimi anni, soprattutto in ambito televisivo, non solo è stato riutilizzato in modo più frequente, ma ha visto nascere serie tv completamente basate su di esso.  
  Vale la pena citarne alcune, perché presentano elementi di apprezzamento che non sono affatto banali. 

 

1) 12 Monkeys (2015)
 

  Basato sull’omonimo film del 1995 con Bruce Willis e Med Stowe, la trama della serie tv ricalca (almeno inizialmente) quella dell’opera per il grande schermo: la popolazione mondiale è decimata da un virus letale e i protagonisti sfruttano le conoscenze della scienza futura per viaggiare nel passato al fine di fermare l’epidemia, cercando il punto esatto dove intervenire, per fermare gli eventi futuri.
Questo telefilm riesce a sfruttare a pieno l’elemento del “Time Travel”: unendo a una trama mai banale (nonostante sia, di fatto, un rifacimento da un film precedente) una discreta regia e una ottima fotografia di scena (i paesaggi del futuro sono sempre molto curati), il viaggiare nel tempo viene assorbito da chi segue la serie in modo talmente lineare da non infastidire il proseguo della storia.
  La bravura degli addetti ai lavori non si ferma a questo: poiché tutta la trama si basa sul principio del così detto Effetto Farfallail non sfociare in una incoerenza di trama o in forzature causali è dato solo dall’estrema preparazione degli “storytellers”. 

12 MONKEYS: Aaron Stanford nei panni di James Cole e Amanda Schull come la dottoressa Cassandra Railly in un fermo immagine della prima stagione.

 

2) DayBreak (2006) 

  Cosa fareste se foste costretti a rivivere la stessa giornata per infinite volte? E se in tale giornata foste accusati di un omicidio al quale siete totalmente estranei?
È su queste due domande che si basa la serie DayBreak: il detective Brett Hopper è costretto a sfruttare questa ciclicità temporale per cercare di scagionarsi e per trovare il vero assassino.
La peculiarità di questo telefilm (che è in realtà molto breve, 13 episodi) è che il ripetersi di queste ventiquattro ore è l’unico elemento surreale della trama: il resto dell’opera non lo distingue per nulla da un qualsiasi altro “one murder case drama” (ad esempio, True Detective o Fargo) facilmente incontrabile nel palinsesto statunitense.
Questa non omogeneità di contenuti è comunque ben gestita dagli sceneggiatori; il ripetersi della giornata viene vista dall’ascoltatore come un qualcosa di fattuale e che fa parte dell’identità di quel mondo.

3) Timeless (2016) 

  Ricordate i vecchi cartoni animati anni ‘Ottanta che si occupavano di viaggi nel tempo? Se volessimo trovare un telefilm che possa essere almeno lontanamente associabile a i vari YattamanCalendar Man et simila, quel telefilm sarebbe senza ombra di dubbio Timeless.
Due squadre di viaggiatori, con due diverse macchine del tempo: una delle due che viaggia per cercare tesori e posizioni di rilievo nella storia, l’altra che cerca di impedirlo ad ogni costo. La semplicità della trama è compensata (così come accadeva nei cartoni sopra citati) dall’inserimento di una componente storica nel viaggio intrapreso in ogni diverso episodio.
È proprio questo ciò che distingue tale telefilm dagli altri appartenenti al genere. Il rappresentare un dato periodo storico, la cura dei dettagli, la coerenza nel racconto diventano l’elemento di spicco dell’opera (non a caso, una dei protagonisti è un’insegnante di storia): ci basti pensare che nell’arco delle puntate, vengono mostrati fedelmente diversi momenti non facilmente rappresentabili, come la battaglia di Alamo o il disastro del LZ 129 Hindenburg

 

4) Legends of Tomorrow (2016) 

  Nato come costola delle serie DC (Flash e Arrow) relative al network CW, questo prodotto è stato additato ben prima di nascere come una sorta di magazzino per i ruoli secondari, dove andavano collocati attori che, seppur ancora contrattualizzati, facevano riferimento a personaggi che avevano esaurito la propria utilità narrativa.
In realtà, con l’andare degli episodi questa serie si è conquistata una propria fetta di pubblico e una propria identità: una squadra di super eroi che si sposta tra le opere è comunque una base di trama valida dalla quale partire per sviluppare archi narrativi che non annoino.
Nonostante l’importanza del viaggio del tempo sia meno marcata rispetto ai telefilm citati in precedenza, questo viene compensato da una componente di leggerezza nei particolari narrativi, sfociante sia in citazioni brillanti sia in camei più o meno velati (John Noble\ Denethor).

 

 

5) Future Man (2017) 

  Future Man è una gemma. Difficile al giorno d’oggi che esistano telefilm che possano davvero dire di aver portato un qualcosa di nuovo dal punto di vista realizzativo: nonostante la semplicità della trama orizzontale (occorre tornare indietro nel tempo per uccidere l’ideatore di una specie che in futuro sterminerà la razza umana), questo telefilm riesce a tenere incollati allo schermo sfruttando un mix di comicità nelle situazioni, azione e battute tra i vari protagonisti (due uomini del futuro e un giovane inserviente del presente, reclutato attraverso un videogame) condensati in episodi di trenta minuti, al fine da non perdere ritmo narrativo.
Il tutto viene perfettamente valorizzato sia dalla bravura di Josh Hutcherson (The Hunger Games), perfetto nel ruolo di ragazzo inconsapevole, sia dalla quantità di citazioni che il telefilm presenta allo spettatore. 

 

Alessandro Gagliarducci,
collaboratore

Una risposta a “Viaggi nel tempo e Telefilm: cinque Serie TV da vedere”

  1. Top! Bellissimo articolo.

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