Olimpiadi di Fisica: tra piani inclinati e cariche elettriche

È iniziato dicembre, mese in cui, tradizionalmente, ogni anno si svolge la prima fase delle Olimpiadi di Fisica. Esattamente, però, queste competizioni in che cosa consistono? E come avviene la selezione? E per i più piccoli?  

Le Olimpiadi Internazionali della Fisica (International Physics Olympiad, IPhO per gli amici) sono gare in cui gli studenti delle scuole superiori di tutto il mondo sono chiamati a rispondere a quesiti su differenti aree della disciplina e a domande su esperienze da organizzare ed effettuare nel tempo a disposizione. Fanno parte delle International Science Olympiad, competizioni di scienze che comprendono anche le Olimpiadi Internazionali della Matematica (delle quali ho parlato nell’articolo del mese scorso, ecco il link: https://redazionestatobrado.it/2018/11/23/sfide-a-colpi-di-triangoli-e-probabilita-giochi-matematici/) e di altre materie, come ad esempio chimica, informatica e biologia. Si tengono inoltre con cadenza annuale, nonostante quello che può indurre a pensare il nome. I problemi sono, in generale, più complessi di quelli proposti dai manuali scolastici per mettere in rilievo le capacità di intuizione e problem solving dei partecipanti. Pertanto, lo scopo delle IPhO è sia ludico che divulgativo, in quanto esse promuovono, oltre alla socializzazione e al confronto tra giovani con interessi culturali in comune, anche l’immagine di una Fisica frutto di riflessioni e non quella dell’applicazione meccanica di formule con simboli strani da imparare a memoria. 

Analogamente a quanto accade per le IMO (International Mathematics Olympiad), ciascuna nazione conduce la propria selezione interna della propria squadra. In Italia, l’organizzazione è affidata dal 1987 su incarico del MIUR, all’Associazione per l’Insegnamento della Fisica (AIF). La gara è organizzata in tre fasi: una di istituto, una a livello “locale” e l’ultima a livello nazionale. Si accede, anche in questo caso, allo stadio successivo se si rientra tra i migliori nello stadio precedente. Possono partecipare alla competizione gli studenti iscritti al secondo biennio o al quinto anno delle scuole superiori (statali o paritarie), a patto che non compiano vent’anni entro la fine del mese di giugno dell’anno scolastico in corso. 

Proprio stamattina si è svolta la gara di istituto chiamata Gara di Primo Livello, che ha visto impegnati, appunto, gli alunni degli ultimi tre anni di scuola superiore nella soluzione di quaranta quesiti a crocette relativi a diverse aree della fisica studiate nel percorso scolastico. La prova è uguale per tutti gli istituti, senza la differenziazione per classe vista nei Giochi di Archimede. Rimane però analogo il sistema di punteggio: non è previsto un malus per gli errori ma è preferibile, in caso di incertezza, non rispondere. I primi cinque classificati di ogni scuola si qualificano per la fase successiva, a patto di superare il punteggio minimo previsto. 

A quella di primo livello, segue la Gara di Secondo Livello, durante il mese di febbraio. Questa si svolge solo in alcuni poli che aggregano diverse aree geografiche e vede come partecipanti i cinque migliori classificati di ogni istituto nella precedente fase. La prova consiste di due parti: una prima parte con dieci quesiti brevi a risposta aperta e una seconda parte con tre problemi più articolati, sempre relativi a differenti ambiti della fisica e risolvibili con strumenti alla portata di studenti di scuola superiore. I testi sono, ovviamente, gli stessi in ciascun polo e gli elaborati vengono valutati da alcune commissioni di insegnanti nominate dall’AIF. 

Successivamente, chiude l’iter la finale nazionale, a cui partecipano circa 100 studenti: i vincitori di polo, gli studenti di terza e quarta che si sono classificati meglio in graduatoria nazionale e i rimanenti migliori fino a completare il numero. Per consuetudine, la Gara Nazionale ha luogo a Senigallia (in provincia di Ancona), dove i finalisti sono ospiti dell’organizzazione delle Olimpiadi. Anche la Gara si compone di due prove, di cui una teorica e una sperimentale. Quella teorica è formata da problemi che vertono su diversi settori della fisica mentre quella sperimentale richiede di gestire un’esperienza, prendendo quindi misure ed elaborando dati per rispondere ad alcune domande. Per attribuire i premi, c’è un meccanismo un po’ elaborato che porta ad assegnare medaglie d’oro, argento e bronzo e targhe per chi ha i punteggi migliori in almeno una delle due prove. Non lo spiegherò per non risultare pesante con i dettagli. 

Non è, però, finita qui, perché i migliori classificati dovranno affrontare un’ulteriore selezione con gli stages preparatori e le loro prove conclusive in vista delle IPhO e di altre gare internazionali a squadre. 

Va inoltre sottolineato che è consentita la partecipazione a singoli studenti che frequentano istituti non iscritti per la prova, anche se con alcune modifiche burocratiche rispetto agli altri. Per gli interessati, l’organizzazione delle Olimpiadi predispone anche una Scuola Estiva. 

Ci sono anche delle gare per gli alunni del primo biennio, chiamate Giochi di Anacleto, che prevedono una prova teorica e una sperimentale.

A cura di Marco Ravenna, il Pesce Chirurgo

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