Pokemon: sempre più reali?

Alzi la mano chi non ha mai provato ad immaginare come sarebbe se i Pokemon esistessero davvero e fossero in mezzo a noi. Quanto sarebbe bello girare per la città e incrociare Pokemon che aiutano svolgendo mestieri e compiti diversi, così come viaggiare e catturare quelli selvatici trovati in giro per il mondo? Dopotutto, così come nei videogiochi, anche nella realtà sarebbe impossibile trovare tutte le specie nel proprio Paese, perciò bisognerebbe per forza partire in esplorazione e andare all’avventura, per conoscere di più non solo i Pokemon ma anche altre persone con cui condividere l’amore per i mostriciattoli portatili. Da sempre, il brand dei Pokemon ha permesso questo, seppur virtualmente, grazie all’altissimo livello di interattività non solo all’interno del gioco ma anche tra giocatori: se una volta gli scambi e le lotte erano possibili solo tramite il link cable, ora basta connettersi a Internet e si possono sfidare i migliori allenatori di tutto il mondo. Tuttavia, questo sviluppo ha fatto sì che non servisse trovarsi fuori di casa con gli amici per poter godere appieno delle potenzialità dei giochi, abbassando dunque il livello di cooperazione tra giocatori per un’esperienza di gioco migliore.

Questa è sicuramente una delle motivazioni che avranno portato alla creazione di Pokemon GO, applicazione per cellulari che di fatto rende più realistica la ricerca dei Pokemon, trasponendola nelle nostre città. Con Pokemon GO non si hanno di certo gli stessi contenuti di una normale versione del videogioco originale, come ad esempio la possibilità di interagire direttamente con altri giocatori o di partecipare a una Lega Pokemon, ma la sola idea di poter trovare Pokemon per strada ha mandato in visibilio non solo i fan di vecchia data ma anche chi si era allontanato o mai avvicinato al brand, ripristinando in questo modo le condizioni iniziali di gioco di socialità e interazione. Nonostante gli aggiornamenti per ora non eccessivamente grandiosi (quelli più recenti permettono di cooperare nei raid di cattura di pokemon leggendari o particolarmente rari), tra gli irriducibili che hanno continuato a giocare dopo la prima ondata si sono creati gruppi locali per mettersi d’accordo su quando trovarsi e quali pokemon cercare, in uno spirito di squadra che unisce tutti noi aspiranti allenatori.

Grazie a Pokemon GO si è dunque creata una nuova fanbase, composta da chi non ha mai smesso di amare i Pokemon e da nuovi giocatori che permetteranno al brand di espandersi nuovamente, grazie all’uscita dei nuovi giochi per Nintendo Switch, Pokemon Let’s go, nelle due versioni dedicate a Pikachu e Eevee. È chiaro dai gameplay già diffusi online quanto queste due nuove versioni siano pensate proprio per i nuovi potenziali giocatori: nuovi starter (Pikachu ed Eevee appunto, il primo è stato precedentemente starter solamente nella versione Pokemon Giallo di prima generazione), nuove capacità degli starter stessi, una feature nella quale si può cercare di stringere il rapporto con Pikachu o Eevee con giochi e coccole, pokemon di prima generazione accompagnati però da alcune mega evoluzioni, nuove modalità di combattimento tra allenatori e di cattura dei pokemon… insomma, qualunque cosa potesse favorire l’utilizzo della Switch con i suoi controller removibili e quindi un’esperienza di gioco del tutto nuova, che di fatto si avvicina in maniera particolare a quella di Pokemon GO.

Come se non bastasse, di recente è uscito inaspettatamente il trailer del film ispirato al gioco Detective Pikachu, nel quale troviamo il nostro topo elettrico in una veste molto particolare.
Tim è il ragazzo protagonista di questa pellicola in uscita nel 2019, il cui padre è misteriosamente scomparso. Presto, però, farà la sua comparsa un Pikachu con un cappellino da detective, che sta cercando proprio l’uomo in questione e che stranamente può parlare solo con Tim! La loro avventura per risolvere il mistero ha quindi inizio attraverso le vie di una città fittizia, Ryme City, in cui uomini e Pokemon convivono in armonia. Dal trailer si vedono numerosi Pokemon, tra cui Jygglypuff, Charmander, Mr. Mime, Psyduck e altri molto conosciuti e amati, creando un hype incredibile nonostante la loro resa in CGI particolare che vuole renderli il più realistici possibile: ad esempio, sia Pikachu che Jygglypuff sono coperti di peli, come fossero quasi dei veri animali, offrendoci così una nuova visione di come sarebbero nel nostro mondo.

Sembra quindi che tutto si stia effettivamente muovendo in questa direzione: arriveremo davvero a un punto in cui i Pokemon saranno reali? In fondo, sono creature “digitali”, considerando che possono essere contenuti in dispositivi come le Pokeball e conservati nei box del PC. Un giorno potremmo effettivamente girare insieme a loro, renderli parte della nostra vita e farli combattere senza preoccuparci che possano davvero morire ma ottenendo in cambio solo divertimento con loro e i nostri amici? Non sembra più una possibilità così lontana e quello che vedremo presto al cinema e tra le nostre mani potrebbe essere solo un assaggio di un futuro lontano ma non così impossibile. Di sicuro so due cose, ovvero che necessiterei di un Mr. Mime che mi curi la casa e che i Pokemon sicuramente non rischiano di essere dimenticati o meno apprezzati, grazie anche a queste produzioni che continuano a permetterci di sognare di averli con noi.

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