BlizzCon 2018 – Diablo Immortal e il poco rispetto verso i fan

Dal 25 ottobre al 4 novembre si è tenuto a Los Angeles il BlizzCon 2018, l’annuale convention della Blizzard Entertainment. Da anni, questa casa produttrice, famosa per World of Warcraft e più recentemente per Overwatch, organizza questa kermesse per parlare dei propri progetti futuri sui giochi, tenere tornei dei suoi ESports e altri eventi a questi legati. Gli avvenimenti di punta sono gli annunci di nuovi titoli, spesso legati alle vecchie IP (“Intellectual Property”, ossia le “saghe” originali). E anche quest’anno, la Blizzard fa parlare di sé, ma incredibilmente in maniera molto negativa e controversa.

Tra i fan di Diablo, una delle tre IP storiche della casa, c’era tanta attesa per gli annunci di questo BlizzCon. Da cinque o sei anni metà della fanbase chiede una remaster di Diablo 2, l’altra metà aspetta l’uscita di Diablo 4. Diablo 3, infatti, ha lasciato molti giocatori perplessi, perché nonostante sia un buon gioco si è attirato molte critiche per la poca attinenza dello stile grafico all’originale, al punto che molti giocatori sono migrati verso Path of Exile, un free-to-play che riprende le meccaniche di Diablo 2. Sorprendentemente, non è stato annunciato nessuno di questi due titoli, bensì un loro spin-off: Diablo Immortal. Questo non è uno spin-off qualunque (che a molti avrebbe fatto comunque piacere), ma un gioco creato per mobile. Subito al Q&A la domanda è stata d’obbligo: verrà mai portato su PC? No, a quanto pare, non c’è nessuna idea di fare ciò. E piovono fischi. La risposta incredibilmente saccente da parte di Wyatt Cheng (Lead Game Designer di questo progetto) è stata “Ma voi non avete un cellulare?”.

Questo, a mio parere, la dice lunga. La Blizzard è accusata, da circa 3 anni a questa parte, di non star più tenendo conto delle richieste e delle opinioni dei fan. Soprattutto dopo la fusione con Activision nel 2008, è stata oggetto di critiche per aver monetizzato troppo i suoi contenuti, come si è visto recentemente con le microtransazioni in Call of Duty: Black Ops 4. Sicuramente puntare su un mobile game (con lo spauracchio del pay-to-win) non gioca a loro favore. L’intento, dichiarato persino da Allen Adham, co-fondatore di Blizzard, è di ampliare il più possibile l’audience, portando prima o poi tutte le IP su mobile. Sembra chiaro che Blizzard punti a sfondare sul mercato mobile cinese, in grande crescita (ipotesi che sembra confermata anche dall’aver fatto outsourcing ad una compagnia cinese per la realizzazione di quest ultimo titolo della saga). Non solo, ma dalle prime immagini e dichiarazioni a riguardo, Diablo Immortal sembra molto una re-skin grafica di Diablo 3 portata su mobile, con giusto qualche contenuto narrativo in più. Il problema più grande, però, è proprio che si dà priorità a questo progetto, ignorando le richieste dei fan e persino le loro preferenze hardware, cosa su cui la stessa Blizzard ha costruito il suo impero. Insomma, c’è molta confusione.

A riprova di quanto detto c’è proprio la reazione della Blizzard. Dopo aver ricevuto un’ondata di voti negativi nel video del trailer (quasi mezzo milione rispetto ad un timido sedicimila di apprezzamento), la casa produttrice ha cominciato a rimuovere questi dislike e anche ad eliminare sistematicamente i commenti critici. Questo mostra, ancora una volta, la poca considerazione rivolta verso la fanbase, che ovviamente ha riversato il proprio risentimento sulla casa. Dal canto mio, vi dico che la situazione mi sembra molto complessa, soprattutto considerando che per World of Warcraft invece è stata annunciato un remake intitolato Warcraft 3: Reforged, titolo a cui i giocatori sono rimasti saldamente attaccati per sedici anni dalla prima release e che a gran voce era richiesto venisse sistemato. Bisogna vedere cosa la Blizzard deciderà di fare a riguardo e soprattutto se cambierà il suo approccio verso i fan, visto che in un solo giorno, dopo l’annuncio di Diablo Immortal al BlizzCon 2018, le sue azioni hanno perso circa il 7% in borsa.

Come sempre però vi consiglio di armarvi di spirito critico, ascoltare tutte le campane e infine di farvi una vostra idea sulla questione.

 

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