Annientamento: La fantascienza torna a far discutere

Annientamento (Annihilation) è un film del 2018 diretto da Alex Garland (per la seconda volta alla regia dopo l’acclamato Ex Machina del 2015) con protagoniste Natalie Portman e Jennifer Jason Leigh. La pellicola è un riadattamento dell’omonimo romanzo di Jeff VanderMeer, parte della trilogia dell’Area X. Sebbene ne sia la trasposizione ufficiale, il film non ha poi molto in comune con il romanzo, se non la parte principale della trama e l’ambientazione quasi surreale, ed è anche difficile immaginare di vedere i due seguiti per motivi che esploreremo a breve. Intanto vi dico che già quando vidi il trailer alcuni mesi fa mi aspettavo un ottimo prodotto di fantascienza e le mie aspettative sono state ampiamente soddisfatte. Anche se devo ammettere che il mio primo pensiero è stato: “Natalie, tesoro della nonna, ma mangi qualcosa?

La pellicola inizia con la dottoressa Lena (Natalie Portman), biologa militare, che viene interrogata dopo essere rientrata dalla sua missione e che ci racconta cosa sia successo. Il flashback ci mostra Lena, a casa sua, che improvvisamente trova Kane, suo marito scomparto da un anno a seguito di una missione militare segreta, fuori dalla loro camera da letto. Kane non ha alcuna memoria della missione, appare molto confuso e disorientato, quasi immediatamente tossisce sangue e finisce in uno stato comatoso. Prima che arrivino all’ospedale i due vengono intercettati e trasportati nell’Area X, una stazione militare in Florida.

 Qui Lena conosce la psicologa Ventress che le rivela la natura dell’Area X, osservare e analizzare una sorta di campo magnetico in espansione, chiamato “il Bagliore” (the Shimmer) iniziato alla caduta di un corpo celeste 3 anni prima su di un faro. La psicologa fa sapere anche a Lena che Kane era in missione proprio nel Bagliore e che prima di lui nessuno era mai tornato. Ventress sta organizzando una nuova spedizione, tutta al femminile e senza personale militare. Lena, pur conscia del pericolo, decide di unirsi sperando di scoprire la causa del malessere di Kane e poterlo curare.

Facciamo poi la conoscenza delle altre componenti della squadra, tutte scienziate, una fisica (Josie Radeck), una geomorfologa (Cass Shepard) e un medico (Anya Thorensen). Tutte hanno anche un motivo per partecipare ad una missione apparentemente suicida, Cass ha perso la figlia per leucemia, Josie si taglia solo per sentire qualcosa e Anya è un’ex tossica. Perfino la dottoressa Ventress ha segretamente il cancro.

Il gruppo si addentra nel Bagliore e subito accusano amnesie di interi giorni e l’attrezzatura, radio e bussole, smette di funzionare. Durante l’esplorazione scoprono piante mutanti che producono decine di fiori completamente diversi dallo stesso stelo, vengono anche attaccate da un alligatore albino, anch’esso mutante. Raggiungono poi un accampamento militare abbandonato, dove scoprono una memory card contenente video molto crudi sulle mutazioni subite dai membri della squadra precedente, di cui faceva parte anche Kane. Durante la notte Cass viene attaccata da una creatura simile ad un’orso e scompare nella foresta. Il gruppo decide comunque di continuare il viaggio raggiungendo un villaggio abbandonato dove le piante crescono con forme umane. Qui Anya impazzisce e la squadra viene attaccata nuovamente dall’orso mutante che ha imparato ad imitare il grido d’aiuto di Cass (mi ha ricordato molto i Nakikabane di Made In Abyss), le scienziate riescono ad abbatterlo ma Anya viene uccisa mentre cercava di distrarlo. Il giorno seguente Ventress decide di raggiungere il faro da sola e abbandona Lena e Josie. Quest’ultima in preda alla desolazione decide di abbandonare la missione, vediamo delle piante crescere dalle sue cicatrici e la perdiamo di vista.

“Pure Nightmare Fuel”

Lena raggiunge il faro, dove trova una videocamera in cui vede il filmato di Kane che, raggiunto il faro, si da fuoco con una granata al fosforo. Nell’inquadratura appare poi una sua copia creata dal Bagliore. Lena si addentra nel cratere, alla cui base trova Ventress che si tramuta in una creatura gassosa, entra in contatto con una goccia di sangue di Lena e si tramuta in un essere umanoide ma dall’aspetto metallico. La creatura imita Lena in tutte le sue azioni, iniziando ad imitarne anche l’aspetto, fino a che la biologa non riesce a far impugnare e detonare una delle franate al fosforo all’alieno prima di fuggire. Le fiammo divampano in tutto il faro e il Bagliore cessa di esistere. Al termine dell’interrogatorio Lena raggiunge quello che sappiamo essere il clone di Kane e mentre si abbracciano vediamo gli occhi di Lena brillare e cambiare colore.

È quasi scontato dire che la regia sia ottima, dopotutto Garland aveva già dato prova del suo talento con Ex Machina, ma la cosa che mi ha davvero colpito del film, oltra agli effetti speciale e alle ambientazioni, è la storia in sé e soprattutto la sua capacità di aprire un dialogo. La pellicola infatti è molto versatile e si presta a diverse interpretazioni, se lo vedete con amici è garantito che ognuno ci avrà visto qualcosa di diverso e vi ritroverete a parlarne per ore. Io poi, visto che non ho amici con cui parlare, ho seguito e partecipato a diverse discussioni su Reddit. Alcuni propongono che il film sia una metafora per il cancro, visti i continui riferimenti alla malattia, ed infatti non è difficile paragonare il Bagliore ad un cancro, con una struttura simile alla vita terrestre ma comunque diverse che cresce ed attacca a vita circostante facendola diventare parte di sé. Altri ci vedono un percorso psicologico, dove siamo portati a confrontarci con noi stessi in quanto causa dei nostri stessi mali, questo spiegherebbe la presenza dei cloni. Io sono tra i sostenitori di questa teoria e mi ha molto colpito il fatto che all’inizio della missione tutte le componenti abbiano un motivo per partecipare ad una missione suicida ma Lena, la protagonista, è l’unica ad avere un motivo per tornare, inoltre ci vengono mostrati molti flashback precedenti alla missione in cui scopriamo che ha tradito Kane con un collega professore, il che provoca un grande conflitto interno per la biologa.

Il film ci mostra anche un tipo di fantascienza che raramente si vede sugli schermi grandi e piccoli, con tematiche molto profonde e complesse che mirano a far riflettere lo spettatore più che ad impressionarlo con tecnologie futuristiche. Personalmente ho anche molto apprezzato la “crudezza” di molte scene di mutazioni e combattimenti con le varie creature che hanno portato alcuni a considerare la pellicola quasi un horror, ma a parer mio creano un ulteriore realismo.

Come dicevo all’inizio il libro è piuttosto differente, anche se principalmente per dettagli. Le scienziate, ad esempio, non hanno nomi, vengono chiamate semplicemente la biologa, la psicologa ecc. Il romanzo spiega anche molto più nel dettaglio il “funzionamento” del Bagliore e per quale motivo non è esplorabile con mezzi anziché a piedi o perché il faro non è raggiungibile dal mare che, siamo onesti, guardando solo il film si direbbe la soluzione migliore a cui però nessuno a pensato. Un particolare che ha causato molte polemiche tra i fan dei libri è che Lena e Ventress dovessero essere rispettivamente una asiatica e l’altra nativo-americana. Garland si è scusato con i fan sottolineando come l’etnia dei personaggi venga rivelata solo nel secondo capitolo della saga che al momento delle riprese doveva ancora essere pubblicato. Anche per questo credo sia difficile l’uscita di un seguito nei prossimi anni.

“Di grande effetto la simbologia della rifrazione, come nel bicchiere d’acqua”

In conclusione, si tratta di un film che finalmente porta un vero dibattito tra il pubblico per la sua interpretazione, cosa che arricchisce il cinema, e che propone una storia coinvolgente, misteriosa e per niente banale. Alex Garland si conferma essere uno dei registi emergenti più promettenti.

 

A cura di Leonardo Delli Zotti, il Riccio

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