Bookshelf tour #1 – Gli eroi del crepuscolo

Come probabilmente avrete capito dai miei articoli e dai racconti della mia tana, la vostra Tartaruga di fiducia è giusto un attimino in fissa con i libri, la carta e tutte quelle cose che dopo qualche anno tra gli scaffali prendono quel fantastico odore di vissuto che tanto sa di casa.

  Ma cosa è che rende un libro speciale? Cosa è che ci fa rimanere addosso quella storia, che magari nemmeno è conosciuta dalla metà delle persone che vi stanno attorno?

  È per rispondere a queste domande che ho deciso di iniziare con voi un bookshelf tour un po’ particolare: per i grandi classici e i titoli di spessore ci sarà sempre spazio nella nostra rubrica di letteratura, questo è il luogo giusto per parlare di quei volumi che per un motivo o per un altro si sono conquistati un posticino speciale tra gli scaffali della mia vita.

  Signore e signori, in questa prima tappa del nuovo, strabiliante, scintillante bookshelf tour, la vostra Tartaruga è lieta di presentarvi “Gli eroi del Crepuscolo” di Chiara Strazzulla.

la copertina de “Gli eroi del crepuscolo”

La mia storia inizia, tanto per cambiare, in libreria.

  Era il 2008, in una fresca sera di una calda estate mi ritrovo a vagare tra gli alti scaffali di una libreria insieme a mia madre, che da sempre mi accompagna e guida nelle mie battute di caccia tra carta e inchiostro. Mio padre più indietro si guarda intorno riconoscendo titoli che aveva studiato a scuola.

  Fu in quella sera dei miei tredici anni che incappai nel volume incriminato.

Gli eroi del Crepuscolo è un libro pieno di difetti, riletto con la mentalità di una giovane adulta, ma all’epoca per me era la vita, non tanto per i contenuti, che in effetti non spiccavano certo per originalità, ma per quello che quel libro rappresentava: era la prova fisica che in un modo o nell’altro anche io potevo farcela.

L’autrice aveva all’epoca diciassette anni. Un dannatissimo tomo di oltre 500 pagine scritte da una diciassettenne. La mia era ammirazione pura per una persona che era arrivata là dove stavo esattamente mirando anche io.

  La storia e i personaggi sono piuttosto semplici e lineari, la Strazzulla si difende col suo stile, anche se, come ho già accennato prima, il tutto pecca tantissimo in originalità e coerenza di trama (sì, ci sono dei buchi abbastanza giganti in qua e là). Ma la me allora tredicenne si lasciò semplicemente trasportare nel vortice di emozioni di una storia di avventura e amore, segnata soprattutto dal sogno che anche io magari avrei scritto qualcosa di importante all’alba dei miei diciassette anni.

  A quel libro io devo un’eredità incredibile che ancora mi porto dietro: il mio nickname.

  Quando sono in pausa da pesanti letture, da brava tartaruga mi diletto a scrivere, giocare online e girovagare per forum. È lì che mi diverto a fingere di essere umana, e lo faccio portando il nome di quella principessa che per un’estate intera ha accompagnato le mie dolci sere estive in cui la brezza marina sfogliava leggera le pagine del libro.

  La prossima volta che incontrerete una Eileen siate gentili, potrei essere io.

A cura di Alessia Zannoni, la Tartaruga

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